Dolomiti Unesco, Feltre nella Fondazione

La giunta ha approvato la delibera che sarà votata dal consiglio nel mese di luglio

    FELTRE. Feltre entra nella Fondazione Dolomiti Unesco. La giunta ha dato il via libera martedì alla delibera che sarà approvata nel primo consiglio comunale utile. Un passaggio ritenuto importante dall'amministrazione comunale e in particolare dall'assessore Valter Bonan. L'intenzione è quella di portare il contributo della città allo sviluppo delle tematiche ambientali, del turismo sostenibile e all'intero pacchetto di iniziative dove la tutela e la valorizzazione delle Dolomiti passa anche in un coinvolgimento attivo delle comunità. Il costo dell'adesione è di 500 euro.

    «Mi stupisco nel verificare», dice Bonan, «come a fronte di una superficie bellunese delle Dolomiti del 45 per cento ci siano solo undici soci bellunesi sui novanta che fanno parte della Fondazione. E tra questi i comuni sono pochissimi, solo Santa Giustina e Alleghe. Seren del Grappa ha avviato la richiesta e Cortina ne fa comunque parte in quanto sede della Fondazione. Ma è troppo poco. Mancano all'appello anche tanti altri enti e società no profit. Sento spesso criticare la Fondazione da chi dovrebbe farne parte e invece non c'è. Un atteggiamento contradditorio. Feltre ci deve essere. Abbiamo duemila ettari di territorio comunale all'interno del Parco nazionale Dolomiti Bellunesi che è interamente compreso nella dimensione stabilita dall'Unesco. Il nostro compito sarà quello di confronto e pungolo con il consiglio della Fondazione per dare una gestione qualificata dei territori dove il vivere e l'abitare, la cultura e natura sono integrati».

    Feltre entrerà _ l'approvazione del consiglio comunale arriverà in luglio _ così nel Collegio dei sostenitori: «Non si è capito che la zona tutelata dall’Unesco non riguarda solamente la zona di montagna», aggiunge l'assessore Bonan, «ma anche il fondovalle dove c'è maggiore urbanizzazione e dove si possono realizzare politiche di tutela ambientale. Feltre entra come socio della Fondazione dando un segnale in controtendenza rispetto all’atteggiamento di altri enti che finora si sono tenuti in disparte. Speriamo di essere seguiti presto da altri Comuni. Ci sono in ballo opportunità da sfruttare a livello internazionale. Bisogna partecipare, fare delle proposte e criticare, se occorre, entrando nel meccanismo».(r.c.)

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    14 giugno 2012
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