Imu, gli uffici comunali presi d’assalto

Già dal mattino presto in via Mezzaterra decine le persone che si presentano per chiedere informazioni sul pagamento

    di Martina Reolon

    BELLUNO. L’ufficio Imu del Comune di Belluno in via Mezzaterra ieri lavorava a pieno ritmo già poco dopo le 8.

    A pochissimi giorni dalla scadenza del pagamento dell’acconto dell’imposta, fissata per lunedì, sono parecchie le persone che continuano a recarsi negli uffici per avere informazioni, delucidazioni e per essere assistite nel calcolo e cercare di capire esattamente quanto dovranno pagare.

    «Io ho un’opinione suggestiva», commenta la signora Angelina Stefan, «secondo me non dovevano togliere l’Ici, perché in questo modo hanno tolto l’introito ai Comuni. Ora dobbiamo pagare l’Imu e c’è incertezza tra gli utenti, ma anche tra gli addetti ai lavori. Non certo per causa loro, ma perché è la normativa statale a apportare continui cambiamenti. Speriamo la cosa vada a buon fine. Resto perplessa, perché l’utilità sarebbe derivata dalla possibilità per il Comune di introiettare risorse e dare servizi ai cittadini».

    Sullo stato di incertezza mette l’accento anche il signor Vincenzo Faso: «Verrò a pagare qualcosa in più rispetto agli scorsi anni», precisa, «ma non è tanto questo a preoccuparmi: ciò che non mi convince sono gli importi che ci troveremo a pagare a dicembre. È il tipico modo di fare “all’italiana”: non si sa mai esattamente come stanno le cose. Ci vorrebbe un po’ più di correttezza morale da parte dei politici».

    Di opinione simile anche Primo Cibien, che riflette sul fatto che ancora non si può quantificare quale sarà l’onere per l’utente, visto che i Comuni hanno ancora tempo per apportare ulteriori modifiche. «Resta il fatto », dice il signor Primo, «che l’Imu è un male necessario. Una “cura da cavallo” per salvare i conti dello Stato. Speriamo però che serva a qualcosa. Con i calcoli fatti ho visto che verrò a pagare tre volte di più: ho una casa in ristrutturazione. Per ora le cifre non sono troppo alte. Mi preoccupa come saranno una volta che ci andrò ad abitare».

    «Il peggio sarà con le prossime rate», fa eco Stefano De Cal. «Ma è un male necessario, non c’è altro modo di tirare su “soldini”, anche se il discorso è sempre lo stesso: si va a toccare dove c’è più massa».

    Complessivamente ieri non c’erano lamentele per le attività dell’ufficio di via Mezzaterra: «In base all’affluenza non si deve aspettare tanto, sono organizzati bene», afferma il signor Cibien, anche se qualcuno fa notare che si è aspettato troppo per fare chiarezza, come la signora Stefan, che sottolinea come «sarebbe stato necessario muoversi prima perché nei cittadini ci fosse meno confusione». Un po’ di rabbia c’è, ma rivolta allo Stato centrale e non agli enti locali: «La colpa è del Governo, è tutto che non va».

    Ma c’è anche chi, come Giuseppe Cattaneo, fa notare come non sia giusto che per la consulenza nel calcolo Imu si debba pagare: «Mi hanno chiesto 25 euro e non mi sembra corretto, dovrebbe essere un servizio gratuito».

    Sugli importi c’è chi tira un sospiro di sollievo, come Bruna De Toffol, che pensava «di pagare importi astronomici, invece sono più contenuti di quel che credevo. È stato fatto un po’ di terrorismo mediatico». «Per lavoro sono sempre all’estero», aggiunge Marzio Mares, «e mi sono ritrovato la proprietà di un lotto di casa che non credevo di avere. Sono qui per chiedere informazioni».

    15 giugno 2012
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