Provincia, deciderà il Tar del Lazio

Il ricorso del Bard passa per competenza a Roma. Martini: «Serve l’aiuto di tutti»

    BELLUNO. Il futuro della Provincia di Belluno è nelle mani del Tar del Lazio. È arrivata ieri mattina l'ordinanza di incompetenza del Tar del Veneto che ha indicato nel tribunale amministrativo del Lazio il giudice competente per discutere l'istanza di sospensione degli atti impugnati dal Bard.

    Ora gli avvocati che hanno seguito il ricorso dei bellunesi avranno tempo 30 giorni per riassumere il ricorso e presentarlo a Roma. E sarà questa la sede che si pronuncerà sulla richiesta di indire i comizi elettorali in provincia di Belluno e di sospendere il decreto salva Italia che annulla l'ente provinciale.

    «Già da domani mattina», precisa l'avvocato Giuliano Rizzardi, uno dei due che segue questo procedimento, «ci muoveremo per riassumere il ricorso così da chiedere subito l'udienza per la discussione dell’ istanza di sospensione».

    Soddisfazione arriva anche dal vice presidente del Bard, Silvano Martini. «A dire la verità l'ordinanza è stata emessa mercoledì sera alle 23 dal Tar del Veneto. Ci attiveremo al più presto visto che non c'è tempo da perdere. Questo pronunciamento comunque era atteso, visto che l'eccezione di competenza era già stata sollevata. Siamo pronti per andare avanti e lo avevamo messo in cantiere. Ora chiederemo alle associazioni di categoria e alle forze sociali bellunesi di collaborare alle spese per il ricorso. Infatti, che le funzioni della Provincia tornino ad essere espletate da palazzo Piloni è nell’interesse di tutti, non soltanto del Bard e della Regione Veneto. Noi abbiamo dato il via, ora spetta a tutti quanti sostenere questa battaglia anche economicamente. Le spese, infatti, sono tante», sottolinea Martini che aggiunge: «Lanciamo un appello a tutti, dall'Ascom all'Appia, da Confindustria all'Uapi. Far votare la Provincia credo sia interesse di tutti».

    «Attualmente», conclude Martini, «i quattro commissari che governano palazzo Piloni ci costano più di tutta la giunta e il consiglio provinciale e quanto possono fare è logicamente limitato. Enti come la Fondazione Unesco, di cui abbiamo la presidenza, per questo motivo è ancora ferma al palo. Serve che palazzo Piloni venga governato dalla politica, dai bellunesi, per ridare voce al territorio».

    Paola Dall’Anese

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    15 giugno 2012
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