Abusi sessuali e violenze davanti ai figli: a giudizio

Un feltrino sarà processato perché avrebbe violentato e maltrattato l’ex moglie: la prima udienza del delicato processo è stata fissata per il 18 luglio prossimo

    di Marco Filippi

    FELTRE. Un feltrino di 35 anni sarà processato per violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della moglie. Lo ha deciso il giudice delle udienze preliminari Aldo Giancotti, al termine di un’udienza preliminare molto combattuta. La prima udienza del processo è stata fissata già per il prossimo mese: il 18 luglio.

    I fatti risalgono al 2009 quando i rapporti tra i due coniugi feltrini s’erano ormai incrinati. Nel corposo capo d’accusa, si parla, in particolare, di due episodi di violenza sessuale: una tentata ed una consumata.

    Rapporti sessuali non voluti dalla donna che è pronta a costituirsi parte civile con l’avvocato Gianluca Nicolai a partire dalla prima udienza-filtro fissata per il mese prossimo e si terrà davanti al collegio del tribunale (Sergio Trentanovi presidente, a latere Antonella Coniglio ed Elisabetta Scolozzi).

    L’imputato, dal quale la donna si sta separando, è anche accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie e di una figliastra. Maltrattamenti che sarebbero avvenuti davanti ai figli minorenni della coppia.

    Della vicenda, svoltasi nell’aula al terzo piano del palazzo di giustizia, in udienza in camera di consiglio, quindi a porte chiuse, poco si sa. Bocche cucite sia da parte della difesa che da parte del pubblico ministero che si è occupato del caso. Di sicuro c’è che l’imputato (difeso dall’avvocato Giovanni Degli Angeli), in caso di condanna, rischia davvero grosso. I reati di violenza sessuale e maltrattamenti sono puniti pesantemente dal codice penale.

    Tra i due ex, c’è un altro procedimento penale in corso, ma a parti invertite. Lui, infatti, ha denunciato lei di non fargli vedere i figli, dopo la separazione.

    Un’accusa, però, per la quale il sostituto procuratore Simone Marcon ha chiesto l’archiviazione. Starà ora al giudice delle indagini preliminari, nel corso dell’udienza fissata nelle prossime settimane, decidere se accogliere la richiesta del pubblico ministero oppure disporre nuove indagini o costringere il pubblico ministero a formulare l’imputazione coatta.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    16 giugno 2012
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