Un’azienda bellunese alla Mecca per costruire una moschea

Arredomarmi ha ottenuto una importante commessa nella città santa dei musulmani 250 tonnellate di marmo pregiato dalla Toscana rivestiranno la sala della preghiera

    di Stefano Vietina

    BELLUNO. Una moschea alla Mecca, costruita pezzo per pezzo a Longarone, in marmo pregiato, e poi montata come un immenso puzzle proprio nella culla dell'Islamismo.

    È l'ultima realizzazione della Arredomarmi, un esempio di come la laboriosità e la creatività italiane riescano ad aprirsi mercati importanti anche all'estero.

    «In questo caso – spiega il contitolare Walter Tonet – è stata davvero una sorpresa anche per noi, anche se poi, dal primo abboccamento alla firma, un po' di tempo è passato. 250 tonnellate di marmo di grande valore, proveniente da Vagli sopra Lucca, in Toscana, che abbiamo modellato, tagliato, lavorato per rivestire la sala di preghiera di questa Moschea, nella città santa dei musulmani. Noi abbiamo provveduto alla realizzazione del materiale, che spediremo tutto entro luglio, via mare al porto di Gedda. Poi al montaggio ed all'allestimento, secondo i nostri disegni e le nostre indicazioni, penseranno ovviamente aziende locali, perché a chi non è musulmano quegli spazi, come sappiamo, sono interdetti».

    Impressionanti i numeri di questa operazione: 2.100 metri quadrati di rivestimenti solo nell'area di preghiera, 4 colonne circolari di 1,1 metri di diametro ed alte 9 metri, oltre 2.500 pezzi di grandi dimensioni. E poi la grande cupola di 17 metri di diametro ed ancora il Minbar (pulpito) ed il Mirhab (abside che indica esattamente la direzione della Mecca). Ed ogni pezzo è marchiato e numerato, così da rendere più semplice l'assemblaggio finale.

    Una commessa da 800.000 euro, che consente di prevedere per Arredomarmi un 2012 in linea con l'anno precedente, con un fatturato attorno a 3,5 milioni di euro.

    «Il marmo è un elemento pregiato che non conosce crisi: chi ha disponibilità economiche – spiega Walter Tonet - lo predilige, per qualità, durata e fascino, rispetto a tutti gli altri materiali. Noi lo sposiamo con la creatività tipicamente italiana ed è proprio questo connubio che ci garantisce un mercato sostanzialmente stabile».

    Arredomarmi è nata nel 1992, ma Tonet ha un'esperienza di oltre trentacinque anni nel settore. Lo affiancano due soci, uno esclusivamente di capitale, Alberico Zardini, mentre Massimo Zampieri si occupa insieme a lui del commerciale.

    Oltre che sulla creatività, hanno puntato molto sull'innovazione tecnologica e sull'internazionalizzazione. A partire dalla struttura interna.

    Fra i 19 addetti di Arredomarmi si può trovare, infatti, anche un architetto filippino, Edwin Fabian, originario di Pompanga, laureato all'Università di Assumption e che ha avuto precedenti esperienze di lavoro a Riyadh in Arabia Saudita.

    «Ci siamo conosciuti proprio laggiù, dove abbiamo realizzato alcuni dei nostri lavori – spiega Tonet – ed abbiamo deciso di portarlo a lavorare con noi per la sua esperienza nel settore lapideo».

    Solo il 10% del fatturato di Arredomarmi deriva dall'arredo (banconi da bar, piani per cucine) e dall'edilizia (comparto che in questo momento sta soffrendo di più), mentre il 90% è ormai assorbito dal settore navale.

    L'azienda di Longarone lavora con i cantieri di Monfalcone, Marghera, Sestri, Ancona e Turku in Finlandia; con compagnie quali Costa, Carnival, P&O, MSC; ma anche per allestire interni di yacht privati. «Noi operiamo all'interno dei main contract (i cosiddetti servizi chiavi in mano, n.d.r.): studiamo il progetto, acquistiamo la materia prima, lavoriamo i pezzi e provvediamo alla messa in opera. Sono strategiche in tutto questo la sintonia con il committente e la tempestività, anche perché in questo campo le consegne sono tassative e soggette a pesanti penali. Ci capita sovente di operare anche nei ripristini di navi d'epoca ancora in attività: pochi giorni, ad esempio, all'altro capo del mondo, per cambiare un'intera sala ristorante mentre la nave è alla fonda nel porto.»

    I tempi medi per un lavoro, dall'accordo alla messa in opera, si aggirano al massimo sui tre-quattro mesi. Si tratta prevalentemente di pavimentazioni e rivestimenti per interni ed esterni, scale, bagni e arredi, intarsi e bassorilievi per il settore navale: interi ambienti per hotel internazionali o per i locali storici delle grandi capitali europee. «Abbiamo squadre di operatori che lavorano per noi e che si recano sul posto per curare l'allestimento».

    «All'estero – conclude Tonet - il confronto è soprattutto con i cinesi, ma per fortuna noi manteniamo un maggiore appeal. Chi ha disponibilità, insomma, preferisce ancora il gusto italiano».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    16 giugno 2012

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