La Rai chiede il canone ai liberi professionisti

Nella zona di Puos d’Alpago sono arrivati di nuovo diversi bollettini per pagare l’abbonamento “speciale”. Barattin: «In ufficio ho solo il computer. Non pago»

    di Alessia Forzin

    BELLUNO. Nuova ondata di richieste di pagamento del canone Rai ai liberi professionisti della provincia. Stavolta a trovare nella buchetta delle lettere il bollettino precompilato con l’importo da pagare per il cosiddetto “abbonamento speciale” sono alcuni studi professionali dell’Alpago, che si sono rivolti ai loro commercialisti per capire se devono pagare l’importo richiesto

    «È lo stesso bollettino che era arrivato anche a febbraio», spiega Antonio Barattin, titolare di uno studio di periti industriali a Puos, ex sindaco del Comune alpagoto e presidente della Sit. Sulla sua scrivania c’è un computer, ma non una televisione, quindi Barattin si chiede perché gli sia arrivato il bollettino. L’allegata lettera spiega: «Le vigenti disposizione normative impongono l’obbligo del pagamento di un abbonamento speciale a chiunque detenga, fuori dell’ambito familiare, uno o più apparecchi atti o adattabili - quindi muniti di sintonizzatore - alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive, indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti». Sembra dunque che anche chi possiede un pc, o un telefonino con il quale si possa “guardare” la televisione, sia tenuto al pagamento del famoso abbonamento.

    «Ma figuriamoci se mentre lavoro mi metto a vedere la tv», attacca Barattin. «Io non pago». Anche perché sarebbero 200 euro. Altri liberi professionisti della zona hanno ricevuto la stessa lettera con allegato bollettino precompilato, e ieri tutti hanno contattato i commercialisti per sapere come muoversi.

    «È la seconda volta che ci provano, alla Rai», spiega Guido Mattera, di Federconsumatori. «Da quello che si è capito, anche dopo la circolare interpretativa diffusa dall’agenzia delle entrate (dopo l’ondata di polemiche di febbraio, periodo in cui sembrava che chiunque avesse un computer dovesse pagare il canone), sembra che solo chi usa il computer per vedere la televisione tutto il giorno è tenuto a pagare. Ma anche la circolare è “scivolosa”, invece che chiarire complica ulteriormente le cose. Nessuno riesce a capire cosa fare».

    Dalla sede Rai di Torino spiegano che «monitorare saltuariamente lo streaming non prevede il pagamento del canone» e che comunque è necessaria una verifica da parte di un funzionario della Rai per accertare che la persona usi effettivamente il computer come fosse un televisore.

    20 giugno 2012
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