Delusione Azzurra, a Belluno in centinaia per il maxi-schermo

Tanti bellunesi in piazza. Ma la squadra azzurra non ce la fa. Sotto di due gol nel primo tempo, gli azzurri al 17' del secondo tempo perdono per infortunio Thiago Motta e non riescono a raddrizzare la partita, subendo ancora due gol

    BELLUNO. La Spagna continua a scrivere la storia del calcio, l’Italia si ferma ancora in finale. Delusione in piazza Duomo a Belluno per il sonoro 4-0 inflitto dalla squadra iberica agli Azzurri. E un mesto ritorno a casa per le centinaia di persone arrivate in piazza. Ma il verdetto del campo è stato inesorabile.

    Mai nessuno era riuscito a centrare la tripletta, le «furie rosse« sì e dire che fino al 2008 erano considerati gli eterni perdenti. Prima il trionfo in Austria e Svizzera, nel 2010 il bis in Sudafrica ma questa volta il titolo è quello Mondiale, stasera, nella notte di Kiev, il tris, Spagna ancora campione d’Europa. Il 4-0 è una punizione troppo severa per la Nazionale di Cesare Prandelli che, nonostante la batosta, esce a testa alta da un Europeo giocato alla grande, cinque ottime gare, la sesta è stata una «via crucis».

    Gli azzurri hanno tenuto finchè hanno potuto. Dopo l’1-0 di Silva hanno cercato di reagire, ma al 21’ hanno perso Chiellini per infortunio, dentro Balzaretti per il primo cambio. Ci hanno provato, mettendola sullo stesso piano degli spagnoli, su quello del possesso palla che nel primo tempo è azzurro ed è un’assoluta novità per la Spagna. Qualcosa vuol dire, ma prima di tornare negli spogliatoi l’Italia prende il 2-0, lo segna Jordi Alba che scatta come un fulmine, dando parecchi metri ad Abate e Barzagli e infilando Buffon. Il problema è uno: atletico. Gli azzurri non riescono a stare dietro alle «furie rosse«. Prandelli si gioca la carta del secondo cambio, dentro Di Natale per Cassano, ma il divario atletico diventa dirompente al 17’ quando Thiago Motta, entrato da 5 minuti, deve uscire per infortunio. Ciao Italia, la partita finisce qui, anche se gli azzurri, in 10, tentano stoicamente di restare in partita.

    Non ci riescono, proprio non ce la fanno. Perchè la Spagna è più forte, è più fresca, perchè anche Abate e Balzaretti non stanno bene e restano in campo per onor di firma. Per un pò le «furie rosse« non infieriscono, poi entrano Torres e Mata e infilzano ancora per due volte gli azzurri: finisce 4-0. Quattro sberle sono tante, tantissime, fanno davvero male e anche se gli alibi sono di ferro, brucia tantissimo salutare così un Europeo giocato alla grande. Le lacrime di un inconsolabile Bonucci fanno capire tante cose, così come il sorriso con cui Prandelli, grande condottiero e qualcosa in più di un semplice ct per questi ragazzi, cerca di rincuorare i suoi, comunque protagonisti di un grande torneo.

    Dal 24 giugno al 1 luglio l’Italia ha giocato tre partite, 300 minuti (ci sono anche i 30 con l’Inghilterra), davvero tanti. Così come molti sono stati gli infortuni e gli acciacchi, forse Prandelli avrebbe dovuto cambiare qualcosa dando spazio ai più freschi. Forse, ma se l’avesse fatto nessuno avrebbe capito perchè questa Italia appena tre giorni fa era stata grandissima contro la Germania. Il sogno Europeo finisce nella notte di Kiev, ma il bienno di Prandelli è più che positivo. Nessuno, a parte il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e pochi altri credevano in questa squadra, comunque vice-campione d’Europa. Adesso il cammino verso i Mondiali del Brasile, si spera con Prandelli che la strada giusta l’ha trovata, adesso deve portare avanti il suo percorso.

    02 luglio 2012

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