Spending review, salvi i mini-ospedali: nessun taglio

Il governo «stralcia» la parte del decreto sulla «spending review» che ipotizzava la chiusura delle strutture con meno di 80 posti letto. Pesanti tagli al comparto giustizia

    BELLUNO. I mini-ospedali sono «salvi». Nel decreto sulla spending review, che il governo dovrebbe presentare nelle prossime ore, non ci sarebbe più l’intervento previsto dalle bozze circolate nei giorni scorsi che ipotizzava la chiusura per decreto - di fatto un taglio deciso direttamente - delle strutture ospedaliere con meno di 80 posti letto.

    Sanità. Il piano di risparmi sulle spese della pubblica amministrazione dovrebbe prevedere comunque l’eliminazione di circa 3.500 posti letto (tra pubblici e privati) e gli orientamenti emersi lasciano intuire che la cura dimagrante investirà le province di Venezia, Rovigo, Verona e Vicenza. I tempi? Entro 180 giorni dalla conversione in legge del decreto, a novembre o giù di lì. Non è tutto. Prescritta anche una sforbiciata alle convenzioni con la medicina privata (-1% quest’anno, -2% il prossimo) con un risparmio stimato dai tecnici della Regione in una ventina di milioni. Anche lo stop alla monetizzazione delle ferie non godute (che grava sui bilanci delle aziende sanitarie) contribuirà ad alleviare il capitolo oneri.

    Giustizia. Stando ai progetti, nel Veneto dovrebbero sparire dieci sedi distaccate tra Venezia (5: Mestre, Chioggia, Dolo, San Donà e Portogruaro), Padova (2: Este e Cittadella), Treviso (2; Conegliano e Castelfranco) e Belluno (1: Pieve di Cadore), ed anche la Procura e il Tribunale di Bassano.

    05 luglio 2012

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