Niente assicurazione, volontari fermi

Grido d’allarme del coordinatore Cadorin, salve le squadre dell’Ana che hanno una copertura a livello nazionale

    di Roberto Curto

    FELTRE. Dal primo luglio sono fermi perché privi dell’assicurazione che la Comunità montana feltrina non può pagare. Tantomeno può offrire il servizio associato, abolito . La protezione civile è in ginocchio e il coordinamento è bloccato. Al momento, in caso di emergenza, l’intervento delle tute arancioni non è garantito, se non per le squadre gestite dalla sezione di Feltre dell’Ana, che godono di una copertura assicurativa a livello nazionale pagata dalle penne nere. Una magra consolazione.

    E il coordinatore, Pietro Cadorin, dopo anni in cui la protezione civile feltrina veniva presa ad esempio come modello di funzionalità, si ritrova bloccato. Né protezione civile, né antincendio boschivo, né messa in sicurezza del territorio: «La Cmf ha disdetto l’assicurazione dei volontari», spiega Cadorin, «perché impossibilitata ad anticipare la quota che era coperta dai Comuni con il servizio associato di protezione civile vista la nuova legge regionale numero 18 del 19 aprile aprile in cui è specificato che la stessa Comunità montana feltrina non può avere servizi associati. Ora come responsabile di tutti i volontari che sono 750 divisi in 10 associazioni regolarmente iscritte negli albi regionali e nazionali non posso permettermi, vista la legge 81 del 2009 e sue derivazioni, di attivare i volontari fino a che non ci sia una assicurazione che tuteli gli stessi e i loro presidenti. Al momento si stanno valutando altre opportunità tenendo conto che in cassa ci sono soldi destinati per altri progetti locali e a livello nazionale e a disposizione non ce ne sono».

    Il timore di Cadorin è che un’eventuale emergenza non venga affrontata adeguatamente: «I volontari addestrati e preparati ci sono, ma non potremo utilizzarli. Dovrò spiegare alle amministrazioni che il personale non si può muovere».

    Il presidente del Coordinamento feltrino teme che l’esperienza di protezione civile, così come è stata vissuta in questi anni, possa essere al capolinea: «La Regione sta trattando con alcune compagnie per assicurare i quindicimila volontari del Veneto», spiega ancora Cadorin, «ma molto dipenderà dal tipo di copertura garantita e poi c’è il coordinamento che verrà a mancare. Ciò significa che ciascun Comune si muoverà con la propria squadra di protezione civile. Eravamo un esempio, ora rischiamo di gettare tutto al vento».

    Chi prosegue regolarmente l’attività è la squadra di protezione civile dell’Ana, garantita nella sua attività dalla copertura assicurativa stipulata a livello nazionale: «Per noi non cambia nulla», dice il responsabile Giovanni Boschet, «anche se presumo che il problema dello stop delle squadre che fanno capo al coordinamento finirà per avere riflessi anche su di noi con un aumento delle richieste. A tale proposito dico che ci sono delle leggi all’interno delle quali la nostra attività si deve svolgere. Il personale deve essere pronto a intervenire sulle emergenze e non può essere sempre disponibile a venire incontro alle necessità dei Comuni. I sindaci dovranno essere comprensivi se riceveranno qualche no».

    Gradi sforzi sono dirottati ora in vista dell’adunata triveneta di Feltre dal 20 al 22 luglio, poi dal 28 luglio al 4 agosto cinque volontari saranno a Cento in Emilia nella tendopoli che ospita i terremotati.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    10 luglio 2012
    Casa di Vita

    Il menu di Pasqua di Casa di vita

    Altri contenuti di Cronaca

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione

    Negozi

    ilmiolibro

    Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana

     PUBBLICITÀ