Guardia di Finanza a caccia dei soldi del primario Cetera

Il gip accoglie la richiesta del pm di sequestro preventivo della somma che il medico avrebbe ricevuto indebitamente

    di Paola Dall’Anese

    PIEVE DI CADORE. Il giudice delle indagini preliminari Giorgio Cozzarini ha accolto la richiesta del pubblico ministero Antonio Bianco di sequestro preventivo della somma di 72.000 euro all’ex primario di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Pieve di Cadore Carlo Cetera (difeso dall’avvocato Emanuele Fragasso junior e Massimo Moretti).

    La cifra, non è casuale perché a tanto ammonterebbero i contanti che, secondo l’accusa, il medico avrebbe indebitamente percepito, in otto anni, da un dirigente della Sismer (indagato con lui per corruzione), la società bolognese che fornisce biologi e tecnologie necessari per i trattamenti di fecondazione assistita. Secondo l’accusa, in cambio, Cetera si sarebbe impegnato perché la convenzione tra la società emiliana e l'Usl 1 di Belluno venisse rinnovata alla sua naturale scadenza. Gli uomini della Guardia di Finanza, dunque, andranno a caccia dei soldi di Cetera, pari all’importo delle presunte tangenti ricevute dal dirigente della Sismer Luca Gianaroli (difeso dall’avvocato Claudia Bettiol) tra il 2003 e il 2011.

    Il sequestro disposto dal gip Cozzarini potrebbe essere letto come un avallo dell’ipotesi accusatoria di corruzione. Ma per saperne di più, bisogna attendere le motivazioni.

    Di contro, il gip avrebbe rigettato l’altra richiesta di sequestro preventivo, avanzata nei giorni scorsi dal pm Antonio Bianco, della somma di un milione e 200.000 euro che la Sismer avrebbe percepito dall’Usl, nel corso degli ultimi anni per le prestazioni professionali prestate dai propri dipendenti nel campo della fecondazione assistita.

    Rimane la riserva del gip sulla richiesta di applicare alla Sismer la misura cautelare del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione. Ma il rigetto del sequestro della somma di un milione e 200.000 euro, potrebbe essere interpreteta positivamente per la società emiliana (assistita dall’avvocato Antonella Rimondi). L’ultima parola, spetta comunque al gip del tribunale di Belluno.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    11 luglio 2012

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