Tariffe scontate al Codivillan di Cortina, la Corte dei conti accusa: arricchimento ingiustificato

Dopo un esposto del collegio dei sindaci dell'Usl 1, la procura di Venezia ipotizza il danno erariale di oltre un milione 200mila euro. E chiede il rientro

    di Cristina Contento

    BELLUNO. Analisi di laboratorio «sottocosto», al 35%, per il Codivilla Putti: «È un arricchimento ingiustificato a favore della struttura privata», tuona la procura della Corte dei conti.

    La Corte presenta il conto direttamente ai direttori generali della Usl 1 e ai collegi sindacali che si sono susseguiti dal 2003 al 2011 e che hanno adottato la convenzione al ribasso, non sollevando il benchè minimo dubbio sullo sconto. Tutti tranne l’ultimo collegio sindacale che ha presentato l’esposto: la Corte ipotizza un danno erariale di oltre un milione di euro.

    Le analisi di laboratorio dei ricoverati del Codivilla Putti sono quelle che la Usl 1, su convenzione, effettua con le sue unità operative di laboratorio analisi immunoematologia e trasfusionale, medicina nucleare del San Martino insieme con la consulenza specialistica di medicina di laboratorio, questo in luogo di quanto non si può fare nell’unità operativa di laboratorio analisi di Pieve. Ma secondo la convenzione tra la Srl cortinese e la Usl 1, la prima corrisponderebbe alla seconda solo il 35% delle tariffe previste dal tariffario regionale in vigore, a copertura di spese sostenute per il materiale di consumo.

    Perchè la Usl 1 ha scontato del 65% questa attività?

    È quanto si chiede la procura presso la Corte dei conti di Venezia che ritiene l’«abbuono» illegittimo, una «violazione di tariffe imposte da normativa» alla quale non si può derogare con una convenzione tra le parti: «È un danno erariale» scrive il vice procuratore generale Alberto Mingarelli che, fatti i conti al centesimo, ipotizza un mancato introito dell’ente pubblico di un milione 279mila 540 euro e 50 centesimi.

    L’ultima grana per la società Codivilla Putti di Cortina d’Ampezzo è arrivata il 2 luglio scorso con la lettera nella quale la Corte dei Conti intimava al direttore generale della Usl di Belluno e al presidente della Regione Luca Zaia la costituzione in mora di tutti i direttori generali coinvolti e dei sindaci dell’Azienda sanitaria, l’avvio del contenzioso e la configurazione della responsabilità nel danno anche in via «indiretta»: in caso di inadempimenti o se l’azione erariale dovesse finire prescritta, per la Corte qualcuno alla fine pagherà comunque, Usl o Regione comprese.

    La procura regionale s’è mossa in seguito a un esposto dell’attuale collegio dei sindaci della stessa Usl 1, organismo di controllo che ha notato la stranezza e che, considerate «non appaganti le spiegazioni» fornite dai vertici chiamati in causa, ha deciso di portare tutto in Corte dei Conti. Quest’ultima ora chiede che la Usl 1 rientri del credito con una messa in mora di tutti i direttori generali della Usl 1 dal 2003 al 2011, oltrechè di procedere con un tentativo «di recupero in via contenziosa nei confronti del Codivilla Putti srl delle somme a far data da luglio-dicembre 2003 fino ad oggi».

    Non è questione di lana caprina, quella sollevata davanti all’organismo veneziano, trattandosi di centinaia di migliaia di euro che secondo la procura, la Usl 1 non avrebbe introitato facendo leva su una convenzione che prevedeva uno sconto che non aveva ragione di esistere sul piano tariffario.

    Vero è, sostiene il viceprocuratore Mingarelli, che la società che gestisce il Codivilla Putti è mista (pubblico-privata) e che la Usl 1 la controlla al 51% mentre i privati hanno il 49%. Ma, ritiene Mingarelli, anche stante questa forma societaria e volendo evitare partite di giro nei bilanci, «si profila quanto meno un danno pari al 49% delle somme non percepite dalla Usl 1», dunque almeno 600mila euro.

    Nello specifico vengono contestati tutti gli importi. Riferendosi a un verbale del 13 giugno scorso del collegio sindacale della Usl 1, alla Corte risulta che l’azienda sanitaria non abbia incassato queste cifre: 47.911,11 euro per il periodo luglio-dicembre 2003; 127.536,69 euro per il 2004, 136.863 per il 2005, 156.926,76 per il 2006, 187.575,41 per il 2007, 198.267,16 per il 2008, 203.909,26 per il 2009, 220.550,18 per il 2011 mentre per il 2012 non c’è ancora il dato. Tanto, in virtù di una convenzione che risulta prorogata fino al 31 novembre 2011 con una serie di delibere che «hanno tutte consentito alla Usl 1 l’introito ridotto» scrive il viceprocuratore Mingarelli.

    Ora, tempo 5 anni, la questione dovrà essere chiusa.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    11 luglio 2012
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