Scoperta bomba in cartiera
Intervengono gli artificieri
Quando l’hanno visto dentro il contenitore che separa la carta dagli altri materiali, gli operai della cartiera Reno de Medici, a Santa Giustina, hanno strabuzzato gli occhi. Un ordigno bellico di 62 millimetri della seconda guerra mondiale è stato individuato dal separatore che “lavora” il materiale che ogni giorno viene portato allo stabilimento
di Roberto Curto
SANTA GIUSTINA. Quando l’hanno visto dentro il
contenitore che separa la carta dagli altri materiali, gli operai
della cartiera Reno de Medici hanno strabuzzato gli occhi. Un
ordigno bellico di 62 millimetri è stato individuato dal separatore
che “lavora” il pulper, ovvero il materiale che ogni giorno viene
portato allo stabilimento per la lavorazione. Gli addetti al
macchinario hanno dato l’allarme e subito sono stati chiamati i
carabinieri della vicina stazione di Santa Giustina. I militari
hanno potuto appurare che si trattava di una bomba risalente alla
seconda guerra mondiale, di fabbricazione italiana.
Quasi impossibile invece risalire alla provenienza del carico
incriminato visto che il materiale viene acquistato per il 60 per
cento in Italia e il restante 40 all’estero. La direzione dello
stabilimento ha offerto la massima collaborazione alle forze dell’o
rdine per la messa in sicurezza dell’ordigno. Per eseguire le
operazioni in modo corretto sono stati mobilitati gli artificieri
del 2º Reggimento Genio di Trento che si trovavano già in zona per
altre operazioni. Sono stati loro a recuperare la bomba e dopo
averla messa in sicurezza si sono trasferiti in una zona appartata
dove hanno proceduto a farla brillare.
Il ritrovamento è avvenuto verso le 10, le operazioni di recupero
e successiva messa in sicurezza sono durate un paio d’ore.
Il primo ad accertarsi sulla potenziale pericolosità della bomba è
stato il maresciallo della stazione di Santa Giustina, artificiere
pure lui. Poi si è messa in moto la macchina del recupero con la
chiamata delle squadre di specialisti dell’esercito. Grande
sorpresa naturalmente tra gli addetti all’impianto separatore che
sono abituati a vedere scarti di tutti i generi aflluire allo
stabilimento. Mai avevano avuto a che fare con una bomba,
fortunatamente dimostratasi innocua.
(10 dicembre 2009)