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Viviani, un poker sotto il diluvio

Viviani, un poker sotto il diluvio

La maglia ciclamino vince a Iseo, e ora tre giorni di montagne decisive

ISEO. Un temporale estivo, di quelli che piove a dirotto col sole e se vien già acqua a catinelle in un punto, un chilometro più in là invece la strada asciutta. Quando arriva la pioggia al Giro bisogna arrangiarsi. Mercoledì i corridori, che sulla strada lavorano, si sono adeguati presto. Il primo a farlo è stato Elia Viviani (Quickstep) sontuoso protagonista d’una volata perfetta sotto la pioggia. Suo il poker di vittorie al Giro, maglia ciclamino ipotecata, perché Bennett (Bora) è stato messo a distanza di sicurezza, e Giro da incorniciare. Non ci sono i big delle volate? Pace.

Brinda Elia con la sua Elena, la Cecchini fidanzata-campionessa friulana che lo ha aspettato all’arrivo allenandosi in zona con una compagna di squadra. «Tutte queste miss che gli ronzano attorno non sono il massimo», ride la giovine. Festa assicurata sempre in attesa delle nozze. Viviani è un signore di questo Giro. «Il piano era di fare la volata marcando Bennett, poi l’arrivo della pioggia ci ha indotto a puntare sul treno». Stybar e Sabatini, piloti perfetti, hanno preparato il terreno, Elia ha aperto il gas infilzando Bennett. Ciaone a tutti. Terzo il “solito” Bonifazio (Bahrain).

yates
yates

Ora per il campione olimpico tre giorni di montagna dietro le quinte in attesa della sgommata al Colosseo.
Davanti ci sarà battaglia. Ora o mai più per i rivali di Simon Yates. Tre giorni per far saltare il banco. Giovedì il primo: arrivo a Pratonevoso dopo un “riscaldamento” di 175 km e il finale all’insù: 14 km, 959 metri di dislivello. Pendenze non impossibili. Tom Dumoulin può salire di potenza.

«Sono deluso, nella crono ho avuto una buona giornata ma non super. Mi sento bene come l’anno scorso ma finora Yates è stato di un altro livello, quando mi attacca lo fa forte. Ma il Giro finirà solo a Roma, e la salita verso Pratonevoso ben mi si adatta», ha detto l’orange della Sunweb. Più lo sentiamo parlare e più abbiamo la sensazione che i piani di bis al Giro siano andati a monte a Sappada con l’attacco di Yates.

martino
martino

Duemilacinquecento metri di dislivello in 36 ore potrebbero cambiare qualcosa? «No, domenica a Sappada con quel capolavoro Yates credo abbia messo le mani sul Giro, certo non si sa mai, ci sono tante montagne ancora, ma Yates sta andando davvero forte, solo una sua crisi può cambiare le carte in tavola», parola di Giuseppe Martinelli, ds dell’Astana. Che nella scuderia ha un purosangue forse capace di accendere la miccia. «”Michelangelo” Lopez ha oltre 5 minuti e mezzo di distacco, ma punta a vincere una tappa e alla maglia di miglior giovane e magari…».

Con Richard Carapaz (Movistar) sarà “caliente lotta latina” per la maglia bianca e chissà che questo duello non sposti anche gli equilibri rosa. «Pozzovivo sta facendo un Giro fantastico – continua “Martino” – e Froome in salita finora non è a suo livello». Dopo Pratonevoso, tapponi di Bardonecchia e Cervinia. Eccolo il tris che chiuderà il Giro.

paesaggio
paesaggio

Statene certi, in avanscoperta vedrete ancora due giganti dell’avventura come Luis Leon Sanchez (Astana) e Alessandro De Marchi (Bmc). Anche ieri, come accade praticamente in tutti i giorni, hanno cercato la fuga e sono stati ripresi solo a una manciata di km dalla fine. Sono l’emblema di questo Giro dove di fughe arrivate a destinazione non c’è stata nemmeno l’ombra. Unico a vincere dopo un’azione da lontano è stato Esteban Chaves (Mitchelton) sull’Etna, ma solo per merito di Yates che l’aveva raggiunto. Per il resto corsa chiusa. Dalla Quickstep del pokerista Viviani e dalla Mitchelton del principino.

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