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Internazionale a Ferrara racconta un mondo che ha perso la bussola

Dal 29 al 1° ottobre gli eventi organizzati dalla nota rivista tornano nella città estense. Tra gli ospiti più importanti l'ex ministro greco Yannis Varoufakis, il giornalista turco Can Dundar, lo scrittore indiano Amitav Gosh, l'attivista afroamericano John Lewis e l'ex premier Romano Prodi

ROMA. «Sembra sia passato un secolo dalla scorsa edizione, invece è solo un anno. Ma il quadro è molto più cupo: non abbiamo fatto in tempo a riprenderci dalla Brexit che è arrivato Trump, nel Mediterraneo abbiamo assistito a una svolta drammatica e l’Europa, sembra aver smarrito la strada». Nelle parole di Chiara Nielsen, direttrice del Festival della rivista Internazionale a Ferrara, c’è un mondo che ha perso la bussola. Dove il ritorno dei nazionalismi, la xenofobia, il razzismo, le muraglie che si alzano dentro e fuori dall’Europa e la propaganda che viene scambiata per informazione – è il caso delle fake news, che non sono solo delle innocue “bufale” -, la fanno da padroni.

Per cercare di ritrovare la rotta Internazionale torna a Ferrara. Una città che «non è solo location o orecchio – spiega il sindaco Tiziano Tagliani - ma ha dimostrato in tutti questi anni la grande capacità di interagire, anche con momenti di conflittualità dialettica su temi che i cittadini sentono profondamente, come l'accoglienza o la qualità e la libertà di informazione». Non una finestra, ma un punto d’incontro, un crocevia di esperienze, un’agorà in cui mettersi seduti e iniziare a dialogare sul mondo circostante. «Il mondo del nostro logo quest’anno ha un cannocchiale – spiega Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale -, per cercare una direzione, mettere in prospettiva le cose, guardarle dalla giusta distanza per vedere non solo crisi ma anche le possibili soluzioni».

I “viandanti” che passeranno quest’anno da Ferrara sono molti e importanti. Oltre 250 ospiti provenienti da 40 paesi e da 4 continenti, per un totale di 130 incontri di 250 ore. Si inizia con Can Dundar, ex direttore del quotidiano turco Cumhuriyet, condannato per spionaggio e rivelazione di segreti di stato, insieme al redattore Erdem Gul, per un’inchiesta sui rapporti tra la Turchia e lo Stato islamico. Riceverà il premio Anna Politkovskaja, nato per ricordare la giornalista russa uccisa a Mosca nel 2006 e «concepito con l’intento di sostenere l’impegno e il coraggio di reporter che nel mondo si sono distinti per le loro inchieste».

Si proseguirà con Angela Davis, femminista ed ex militante del Partito comunista statunitense, e dagli States arriverà anche John Lewis che nel 1963 era fianco di Marthin Luther King, quando lo storico leader afroamericano pronunciò il celebre discorso “I have a dream”. Dalla zona Sud del continente americano arriveranno la giornalista colombiana Marta Ruiz e il fotografo Oscar B. Castillo, che attraverso le sue opere racconterà la crisi venezuelana. Tra i leader politici che saranno presenti emergono due grandi leader del passato recente, come Romano Prodi e l’ex ministro delle Finanze greco Yannis Varoufakis, oggi alle prese con la creazione del movimento europeo Diem 25, e il socialista belga Paul Magnette, che si è opposto all’accordo di libero scambio tra il Canada e l’Unione europea. Sarà nutrita anche la platea degli scrittori: dagli indiani Amitav Gosh e Pankaj Mishra al siriano Khaled Khalifa. Grande attenzione a una nuova forma di racconto della realtà: la graphic novel, con il canadese Guy Delisle e

l’italiano Michele Rech, in arte Zerocalcare. Importante anche il contributo di Medici senza frontiere, tra i partner dell’evento, che salirà a bordo per raccontare le emergenze del mondo in presa da diretta: dal Mediterraneo alla Libia, dallo Yemen all’Iraq.

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