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Più consumi e lavoro con il digitale

Il dossier “4.0 la scelta di chi già lavora nel futuro” di Censis e Confcooperative: 6 viaggi su 10 prenotati online. Gardini, presidente di Confcooperative: «Formare non è una spesa, ma un investimento sul futuro del paese»

ROMA. La rivoluzione digitale non rappresenta solo un cambio di paradigma nello sviluppo imprenditoriale e nelle dinamiche del mercato del lavoro. È un potente agente di cambio di passo nelle modalità e nelle abitudini di spesa e di consumi, oltre che di accesso ai servizi e, paradossalmente, a un tenore di vita più alto di quello che ci si potrebbe realmente permettere. A redditi stazionari e a potere d’acquisto calanti corrisponde una maggiore capacità di spesa. Come? Grazie alle piattaforme digitali che consentono una vera e propria democratizzazione dei consumi. Un esempio? In Italia il 57% dei viaggi si prenota attraverso le piattaforme 4.0 dedicate a viaggi e turismo. Emerge dal focus Censis/Confcooperative “4.0 la scelta di chi già lavora nel futuro” presentato a Roma.

Sono tendenze che si diffondono sempre di più, sostituiscono le abitudini del consumatore e ne orientano le scelte. Un fattore di novità che è entrato silenziosamente, ma prepotentemente nella vita di tutti i giorni per milioni di consumatori. .

Fra il 2017 e il 2019 si prevede un incremento del valore del mercato digitale pari a 3,8 miliardi di euro, cifra questa che porterebbe il fatturato complessivo del settore, nel 2019, a 71,4 miliardi rispetto a quanto stimato nel 2017 (67,6 miliardi di euro). La crescita più sostenuta dovrebbe verificarsi fra il 2018 e il 2019, con un incremento pari al 2,9%, mentre quest’anno, rispetto al 2016, l’incremento si attesterebbe intorno al 2,3%.

La “democratizzazione dei consumi” indotta dall’utilizzo di dispositivi di connessione sempre più sofisticati e dalla facilitazione di connessione garantita da marketplace sempre più integrati è una delle ricadute più tangibili dell’innovazione digitale ed è anche la chiave per leggere la diversa configurazione della spesa degli italiani che tende a privilegiare alcuni tipi di consumo rispetto ad altri.

«Le persone più qualificate saranno quelle che potranno cogliere le opportunità del 4.0. Questo ci deve portare a un investimento straordinario in formazione e innovazione perché tutti siano in condizione di capitalizzare le opportunità. Siamo per un 4.0 dal volto umano che non lasci indietro nessuno. In Italia, solo l’8,3% dei lavoratori sono impegnati in programmi di formazione permanente, al di sotto della media europea 10,8%. Dobbiamo fare molto di più – dice Maurizio Gardini presidente di Confcooperative – formare non è una spesa, ma un investimento sul futuro del paese».

A fronte di un aumento del potere d’acquisto delle famiglie italiane che nel 2016 è cresciuto dell’1,6% rispetto al 2015 e del valore dei consumi che segna un ulteriore aumento dell’1,5%, se confrontato con l’anno precedente, l’ammontare degli acquisti on line si è progressivamente esteso con incrementi a due cifre fra il 2014 e il 2017. In quest’ultimo anno l’incremento è stato del 16,9% e ha portato il valore dell’E-Commerce a 23,6 miliardi di euro, il 38% dei quali è riconducibile ad acquisti on line collegati al turismo che sono stimati in crescita dell’8,5% nel 2017 rispetto al 2016.

La sostanziale metamorfosi che sta interessando il settore del turismo, spinta soprattutto dalla diffusione dell’uso della Rete, sia dal lato della domanda, sia dal lato dell’offerta, è pienamente

confermata dal fatto che nel 2016 su 100 viaggi con pernottamento in esercizi ricettivi prenotati in Italia, 54 sono stati “intermediati” dal web, ma la percentuale sale al 57% nel caso dei viaggi prenotati per vacanza, con 7 punti in più rispetto al 2015 .


 

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