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Scuola. Un ragazzo su tre testimone di bullismo

L'indagine del Centro Studi Pio La Torre presentata nell'undicesima edizione del Progetto educativo antimafia e antiviolenza

Alice è stata vittima di bulli e ha reagito. Prima di tutto ha cambiato scuola media. Poi ha scritto una lettera indirizzata agli ex compagni di classe dove ha spiegato: "Non me ne vado da perdente, perché io non perdo, lascio perdere".

«Cambio scuola, avete perso voi bulli» Una giovanissima studentessa ha cambiato scuola. Ha affidato i suoi saluti ad una lettera, sperando che venga letta in classe. Qui le parole della ragazza: «Sono stanca. Lascio perdere questa situazione». LEGGI L'ARTICOLO

Nel Ferrarese, dove abita Alice, alcuni bambini sono costretti a cambiare istituto fin dalle elementari per non dover subire più ogni giorno angherie e mortificazioni. Nel veneziano una tredicenne ha chiesto di andare in bagno e si è gettata dalla finestra della scuola. Ora è in ospedale con un'anca rotta. Voleva farla finita perché non ce la faceva più a sostenere le prese in giro continue e gli insulti via chat. A Lucca la vittima del bullo di turno è un professore. L'uomo attempato viene aggredito verbalmente dallo studente del primo biennio di superiori perché ha "osato" non dargli sei. "Inginocchiati, prof, chi comanda qui": la violenza inaudita del minorenne viene ripresa dagli altri studenti con il telefono e il video della vergogna viene pubblicato su Facebook.
Lucca. "Prof, mi metta 6 e non mi faccia incaz...": così l'alunno minaccia l'insegnante Un ragazzo, davanti a un brutto voto, inizia a urlare contro il professore. Lo minaccia, grida. Tenta di strappargli dalle mani il registro elettronico, alza di nuovo la voce. "Chi è che comanda, eh?", lo sfida. "Si inginocchi". Il docente è seduto, lo sguardo basso: sceglie il silenzio, nella speranza che la tempesta si plachi. È quanto successo in un'aula dell'istituto tecnico commerciale "F. Carrara" di Lucca. La scena è stata ripresa dai compagni di classe, tra risate e consensi: nel giro di poche ore il video è diventato virale. Dai canali dei gruppi whatsapp, infatti, è passato velocemente su alcune pagine Facebook. Il dirigente della scuola: "Fatto gravissimo, ora servono sanzioni esemplari"

Questi fatti di cronaca si sono registrati dal 16 al 18 aprile 2018. Notizie recentissime che provano come nel nostro Paese il fenomeno del bullismo e cyberbullismo sia all'ordine del giorno. Il Centro studi Pio La Torre proprio oggi - 18 aprile - ha presentato a Roma, nella sede della Federazione nazionale della Stampa Italiana, un'indagine sul tema contenuta nell'undicesima edizione del Progetto educativo antimafia e antiviolenza. Dallo studio, che ha coinvolto 2543 adolescenti, emerge che un ragazzo su tre è testimone di bullismo e che per il 90 per cento degli studenti la scuola è il luogo deputato delle vessazioni.

I NUMERI DAL REPORT
Il 93,24% degli studenti della scuola secondaria di secondo grado intervistati asserisce che il bullismo è un comportamento aggressivo o vessatorio, tenuto continuativamente da un singolo o da un gruppo ai danni di uno più soggetti percepiti come più deboli. Il 6,76% degli studenti, invece, non concorda con tale affermazione.

Come sono venuti a conoscenza del fenomeno? Il 30,28% tramite i media, il 30,16% ha assistito personalmente ad atti di bullismo verso altri, il 17,89% ne ha sentito parlare da persone vicine e l’8,30% ne è venuto a conoscenza attraverso altre fonti.

Alla domanda “ Quanto credi sia diffuso il fenomeno del bullismo nelle scuole", il 30,28% ha dichiarato molto; il 56,55% abbastanza; l’11,76% poco e l’1,42% per nulla.


In quali contesti si fa più ricorso alla violenza?: per il 42% tra i compagni di scuola e tra gli amici, per il 55,88 soprattutto in circostanze in cui c’è molta gente, come allo stadio o in discoteca. Tra le situazioni di ricorso alla violenza seguono, per il 31,89%, quelle tra gli estranei; per il 9,44% l’ambiente familiare; per il 7,90% l’ambito lavorativo e per il 4,25% altro luogo.

Ultima domanda: ci sono state reazioni di persone diverse della vittima nei confronti dei bulli?Il 46,91% degli intervistati ha risposto di sì, il 21,16% di no e il 31,93% non so.

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