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Ancora Yates, ora sì che è il favorito del Giro

Ancora Yates, ora sì che è il favorito del Giro

A Sappada fa tris, guadagna su Dumoulin. Non è ancora a distanza di sicurezza l'olandese per la crono, ma poi torneranno le montagne. Froome cede, Aru crolla

SAPPADA. Centotrentuno secondi da difendere nei 34 km della cronometro Trento-Rovereto di domani. È questo il canovaccio del Giro lasciato dalla tappa di Sappada. Splendida, a conclusione di un super week-end per la corsa rosa.

Perché nel paese del tradimento di Roche a Visentini (Giro 1987) , e che ha “tradito” il Veneto per il Friuli Venezia Giulia da sei mesi, chi non ha tradito le attese è stato Simon Yates, la maglia rosa. Che ha attaccato, ha guadagnato secondi su Tom Dumoulin (41”) e ha tolto di classifica il connazionale Chris Froome (Sky) che ha pagato la fatica dello Zoncolan. Domani sera, se l’olandese sarà in rosa, lo dovrà solo ai quattro rivali in classifica che, dopo l’attacco del leader, hanno pensato bene, di fatto, di fare il gioco dell’olandesone e non il proprio.

La corsa si è decisa sullo strappo di Costalissoio, 3,7 km con pendenze complicate, specie all’inizio, 16 km all’arrivo. Pronti via e, a sorpresa, cede Froome. Ha lo Zoncolan nelle gambe. Yates lo capisce e prova ad andarsene a 15 km dalla fine nel tratto più duro della quarta salita di giornata. Dumoulin non reagisce, mette la modalità diesel. Si riporta sotto, ci sono anche Pozzovivo (Bahrain), Miguel Angel Lopez (Astana), Pinot (Groupama) e Carapaz (Movistar). Poi il gemellino riattacca, va a caccia dell’impresa. Uno strappo di 3,8 km farà più danni dello Zoncolan.

L’inglese sprigiona 400-450 watt, siamo nostalgici del vecchio ciclismo, ma bisognerà adeguarsi alla tecnica e questo dato è impressionante per uno scricciolo di 58 kg e un metro e 71 di altezza. Anche in discesa la maglia rosa vola. È uno spettacolo. Lo braccano in cinque. All’inizio della (facile) salita verso Sappada, nemmeno segnalata come Gpm, il vantaggio della maglia rosa è di 30”. Dumoulin, nervosissimo, cerca alleati, chiede (e ottiene) aiuto a Pinot. Lopez invece lo manda a quel paese. Della serie: «Tira tu, che sei forte a cronometro, perché devo aiutarti io che poi mi bastoni martedì?». Chi gli dà torto? Intanto zitto-zitto è Yates che fa le prove di cronometro.

E Sappada, dopo essere passata alla storia per il golpe, rischia di fare il bis per essere teatro del capolavoro di “baronetto” Yates. Gli inseguitori si decidono a mollare Dumoulin a 4 km dal traguardo, poi però bisticciano e consentono all’olandese di tornare sotto. Yates prova ad attaccare alla giugulare il Giro. Vittoria schiacciante. Non le mani sulla corsa, ma un altro segnale di forza. Vince a Sappada con una vera e propria crono di 15 km, tira fino all’ultimo, non alza nemmeno le braccia. Sa che anche un briciolo di secondi in più possono valergli il Giro. Yates ne recupera 44” a Dumoulin e addirittura 1’32” a Froome, che dice così addio ai sogni di podio.

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«Due minuti e undici? Non sono ancora contento, Dumoulin me li potrebbe prendere nella corsa contro il tempo, ma dopo la gara di domani non pensiate che il mio Giro d’Italia sarà finito», dice la maglia rosa. Che ha proseguito: «Appena ho visto l’occasione ho cercato di attaccare: ho dato tutto». Dice di lui il ct Davide Cassani: «Guarda a destra, guarda a sinistra, monitora gli altri e poi attacca». Una pazzesca lucidità
Basteranno i 131 secondi di vantaggio su Dumoluin nella crono di martedì per conservare la maglia rosa? Forse no, ma, già adesso lo possiamo dire: nei tre arrivi in salita del fine settimana sarà molto dura per l’olandese a caccia del bis tenere testa agli attacchi di Yates. E poi, visto l’assolo di ieri all’ombra dei monti Siera e Ferro, sulle rive d’un ruscello che ha segnato la storia dell’Italia, siamo davvero sicuri che questo inglesino di 25 anni prenderà più di due minuti da Dumoulin a cronometro?

Fabio Aru? Crollato a 20 minuti quasi dalla maglia rosa. E dire che eraq la speranza italiana di podio, e per qualcuno pure gradini alti.
 

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