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Parma "soffia" il congresso della Lega ai veneti

A Verona la manifestazione del 25 Aprile, le altre regioni chiedono "par condicio" e Salvini cambia idea

VENEZIA Via Bellerio, 3 aprile: «Il congresso federale della Lega si svolgerà in Veneto, nella seconda metà di maggio», l’annuncio di Matteo Salvini al popolo del Carroccio a conclusione del Gran consiglio del partito. Invece no.
 
L’assemblea dei delegati chiamati ad eleggere il nuovo segretario è stata convocata a Parma il 21 maggio, vanificando il ballottaggio tra Verona e Padova, candidate all’evento.
 
La giravolta del Matteo leghista è maturata in consiglio federale, allorché lombardi, friulani, piemontesi, liguri ed emiliani hanno lamentato la tentazione-pigliatutto dei lighisti: «Il Veneto è già sede della manifestazione del 25 aprile sul diritto alla legittima difesa che farà convergere a Verona dirigenti e militanti da tutto il nord, è giusto riconoscere rappresentanza e visibilità anche alle altre regioni», l’obiezione prevalente. Breve discussione e spunta l’idea di “premiare” la città ducale chiamata al voto, dove la Lega appare in forte crescita.
 
«Doccia fredda? Ma no», replica Gianantonio Da Re, il baffuto condottiero nathional veneto «certo ci avrebbe fatto piacere ospitare il congresso ma la decisione emersa ha un fondamento e noi l’abbiamo condivisa con spirito di squadra». In effetti, da queste parti, le occasioni per una passerella in verde padano non mancheranno.
 
A cominciare dalla festa padovana in programma a Piombino Dese (28, 29 aprile) dove l’intraprendente Daniele Canella (giovane segretario del Camposampierese) ha prenotato una schiera di big: Salvini, Luca Zaia, Roberto “Bulldog” Marcato e Massimo Bitonci, in primis. Tant’è. Il congresso federale, al di là della città prescelta, consentirà di valutare l’effettivo peso dei dirigenti e delle cordate interne.
 
A cominciare dalle primarie del 14 maggio per il rinnovo del consiglio federale, supremo organo leghista: oggi ne fanno parte Da Re e Marino Finozzi, che hanno diritto di voto; nonché il governatore Zaia e il presidente lighista Bitonci, che hanno facoltà di parola ma non votano.
 
I consiglieri da eleggere sono tre (due espressi dal “listino” di Salvini, l’altro sarà scelto dai delegati) e a contenderseli
saranno presumibilmente Treviso, Vicenza e Padova; Verona (quarto polo elettorale di rilievo) potrebbe “accontentarsi” della conferma di Lorenzo Fontana a vicesegretario. In salita le quotazioni dell’europarlamentare Mara Bizzotto e dell’indomabile bulldog Marcato. Staremo a vedere.

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