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Ndrangheta, una ragnatela fino al Veneto

L’inchiesta sul Cara di Isola Capo Rizzuto rimanda a più imprenditori attivi fra la provincia di Verona e Bassano del Grappa

VERONA. La distanza tra due luoghi puoi misurarla in chilometri o in densità di relazioni. Quanto dista il Veneto dalla Calabria? Leggendo le carte della recente ordinanza dell'inchiesta che a Isola Capo Rizzuto, nel crotonese, ha colpito la cosca Arena, scopriamo che, in certi ambienti, le relazioni tra le due regioni sono circolari, ricorrenti, complesse e, spesso, reciprocamente soddisfacenti. Tra i diversi affari che troviamo descritti alcuni portano in Veneto.

E ritornano.

Domenico Mercurio e le imprese vicine alla politica

Imprenditore di San Martino Buonalbergo si è distinto in diverse inchieste per usura ed estorsione, su di lui leggiamo la deposizione di Giuseppe Giglio: “Questo Domenico dimora in Verona, ove è dedito all’emissione di fatturazioni per operazioni inesistenti in favore di una impresa che allestisce impalcature all’Arena di Verona. Questa impresa paga le fatturazioni per operazioni inesistenti oltre all’IVA un ulteriore dieci per cento. Questa impresa è vicina ad alcuni politici veronesi, che le assicurano importanti commesse pubbliche”.

Prosegue il collaboratore di giustizia: “Mercurio è anche in qualche modo imparentato con i Nicoscia [altra famiglia di Isola Capo Rizzuto], secondo quanto mi ha riferito Pasquale Riilo. E avrebbe ospitato da latitante, a Verona, Salvatore Nicoscia nel periodo a cavallo tra il 2008 ed il 2009”.

Giovanni Frustaglia

imprenditore calabrese per anni residente nel veronese, non è indagato, ma viene citato in quanto vittima di usura da parte dei cugini Antonio e Fernando Poerio e da Pasquale Manfredi i quali in questo modo reinvestono i capitali che ricavati dal servizio mensa.

Questa dissaventura non gli impedisce di continuare a frequentare alcuni ambienti. Una delle figlie di Frustaglia, Vittoria, è sposata con Antonio Giardino, 40 anni, coinvolto, nel dicembre 2016, in un'inchiesta per usura. Una ditta di famiglia, la Aeffe Costruzioni ha sede nella stessa palazzina, a Sona nella bassa veronese, dove hanno sede altre società della famiglia Giardino, anche loro, come gli Arena, originari di Isola Capo Rizzuto.

Secondo il racconto di Pino Giglio, Frustaglia “ha avuto importanti commesse edili in Verona per conto di Ermes Prospero”, importante imprenditore veronese. Frustaglia ha contribuito all’edificazione del Borgo del Garda Village Resort di Peschiera – che nel 2008 fu teatro del più grande sequestro – un'azione spettacolare: intervennero anche gli elicotteri - avvenuto in Veneto per lotizzazione abusiva, furono messi sotto chiave oltre 400 appartamenti, del valore di 110 milioni.

Le accuse erano per di omissione in atti d’ufficio, omessa denuncia e lottizzazione abusiva. Coinvolti il sindaco e il vicesindaco di Peschiera (poi assolti). In pratica, in base alla ricostruzione dell’accusa, sarebbe emerso che la società costruttrice avrebbe iniziato a edificare nell’ottobre del 2006 senza che ci fosse la Valutazione di impatto ambientale della Provincia. Il processo è finito il 3 aprile 2014 per avvenuta prescrizione.

La latitanza di Michele Pugliese

A Isola Capo Rizzuto si creò un certo trambusto quando, Tommaso Mercurio chiese ai suoi sodali di assitere la latitanza di Michele Pugliese, ricercato in seguito ad una operazione promossa dalla procura veronese contro l'entorauge della famiglia Giardino per estorsione e riciclaggio.

Antonio Poerio – una delle pedine centrali del business ndranghetista a Isola Capo Rizzuto - consegna a Tommaso Mercurio “in piu’ occasioni, somme di danaro allo scopo di assistere la latitanza di Pugliese”. Poerio assolve al suo “dovere” di mala voglia, terrorizzato che la presenza di Mercurio insospettisca i carabinieri, e racconta: “Ha fatto cose là a Verona ... non lo so ... ma roba di fesserie cosi ... hanno arrestato una decina e lui va ancora scappando ... a me lasciami stare gli ho detto gioventù ...”

Un imprenditore tra Bassano, Londra e Crotone

La “Vecchia Locanda” era la società, controllata dagli Arena, che gestiva l’appalto di catering per la fornitura di pasti nel centro di accoglienza Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto. Scorrendo i bonifici emessi dalla società si scopre che una consistente somma, oltre 370 mila euro, arrivava nel conto corrente bancario di Carmela Nicastro “soggetto non avente alcun legame con l’azienda e l’appalto” e madre dell'imprenditore Antonio Poerio.

Una parte dei soldi, 182 mila euro, venivano poi girati a Poerio in assegni bancari e circolari, e da qui 140 mila giungevano a Silvio Perisutti, 57 anni, imprenditore di Bassano del Grappa, che provvedeva ad incassarli “presso la Banca San Giorgio Quinto Valle Agno per poi essere successivamente trasferiti, con bonifico, in Svizzera”.

Silvio Perisutti, oltre ad essere stato direttore, nel 2014, della londinese Meola Business Consulting Limited, risulta amministratore di una serie di società come la Eurostep Consulting srl di Pederobba, la Panda food srl di Trento e liquidatore della Mabel srl di Altavilla Vicentina, della Tintoria industriale vicentina di Schio e la Interni Arredamenti snc di Rossano Veneto.

Perisutti è stato socio della Inizativa Capo Colonna srl dei bassanesi fratelli Tolio, società titolare di una importante lotizzazione nel crotonese (vedi articolo dell'11 maggio) .

Risulta inoltre amministratore della Pieffe Fin Edil srl, azienda edile di Crotone (frazione di Papanice). Ha rilevato l'azienda nel 2005 dal crotonese, ma residente a Bassano

da molti anni, Francesco Depasquale, attivo nel settore immobiliare, nel noleggio automobili e nel calcio. Depasquale è stato condannato per ricettazione nel 2006 assieme ad un membro della famiglia Giardino.

 

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