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Il patriarca Moraglia e il vescovo di Padova lavorano al programma

Monsignor Cipolla esprime entusiasmo e gratitudine «È un dono prezioso, lo attendiamo a braccia aperte»

VENEZIA. È prevedibile che per lui i prossimi saranno mesi di lavoro febbrile, per coordinare al meglio l’organizzazione della visita di papa Francesco in quello che è uno dei luoghi più affascinanti del pianeta.

Intanto il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, che ieri a Zelarino ha dato agli altri quattordici pastori della regione ecclesiastica Nordest la notizia dell’arrivo del Pontefice, sprizza soddisfazione.

«Espriamo innanzitutto gratitudine al Santo Padre - ha affermato ieri il patriarca Moraglia - perché ha dato questa disponibilità a venire a Venezianel corso del 2018. Il colloquio con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ci ha chiarito appunto questa disponibilità del Papa che quindi, al momento, è un progetto certo. Progetto che sarà poi precisato nelle varie tappe e modalità».

Nei prossimi giorni il patriarca Moraglia si recherà a Roma, in Segreteria di Stato vaticano, per definire le altre possibili tappe della visita del Pontefice, che sarà di un solo giorno.

«Comunque noi lo aspettiamo- aggiunge Moraglia - preparandoci al meglio, perché sia davvero un viaggio pastorale, d’incontro. Il Papa ci confermi nella nostra fede, visiti le nostre realtà dove viviamo tutti i giorni, cercando di dare una testimonianza di vita cristiana e dove so che il Papa è atteso da tanto tempo».

Il cardinal Parolin, vicentino di Schiavon, ha puntualizzato che «il Papa verrà a Venezia e visiterà le Chiese del Nordest».

«Ora, dunque - aggiunge Moraglia - si tratta di mettere nero su bianco i dettagli del viaggio. Come vescovi del Nordest, nell’incontro di Zelarino, abbiamo riflettuto per fare delle proposte, che poi consegneremo alla valutazione di chi deve decidere».

Gratitudine al Pontefice esprime anche il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla.

«Si apre - afferma il presule - un momento di ricerca di un possibile percorso del Santo Padre a Venezia. E non è escluso che Francesco voglia anche andare in qualche altra diocesi del Veneto». Ancora non sono note né la data del viaggio né i luoghi che saranno toccati dall’illustre ospite durante la visita nel Nordest, che avverrà a cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale. E non è escluso che sia proprio il Papa in Veneto a proclamare beato Albino Luciani, che nel 1978 salì al soglio di Pietro – per soli trentatré giorni, con il nome di Giovanni Paolo I.

«Dove andrà Francesco? Dipende ovviamente da lui - aggiunge il vescovo di Padova - e dalla sua sensibilità, che è sempre capace di sorprenderci. In attesa di saperne di più, la cosa bella è che il Papa verrà in Veneto». Monsignor Cipolla assicura che non ci saranno “lotte di campanile” fra le Diocesi del Triveneto. «Noi vescovi saremo sempre con lui, tutti insieme. Siamo molto contenti e grati al Santo Padre, che ha dato la disponibilità a visitare queste belle terre venete».

La visita del Santo Padre era indubbiamente attesa dalle comunità cristiane del Veneto: «Sono davvero molte le situazioni e le realtà del nostro territorio - sottolinea monsignor Cipollla - che da tempo attendono, hanno richiesto e sperano in una sua presenza, dalle “periferie esistenziali” tanto care al Santo Padre ai luoghi che hanno segnato la storia cristiana o sono forti richiami di fede. Lo attendiamo a braccia aperte: la sua presenza sarà
un prezioso dono anche se i tempi e i luoghi saranno contenuti». Il 2018 è ormai alle porte: «L’attesa che inizia oggi è forte - conclude don Claudio - e penso sarà di ulteriore stimolo per i tanti giovani che nella Chiesa di Padova stanno vivendo l’esperienza del Sinodo dei Giovani».

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