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Anci a Vicenza, Mattarella tace sull'autonomia

Zaia si appella direttamente al presidente: "Ci aiuti". Nessuna replica

VICENZA. A tu per tu con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto in Fiera a Vicenza alla 34° assemblea annuale dell’Anci, il governatore del Veneto Luca Zaia coglie la palla al balzo e tende la mano al Capo dello Stato: «Noi – dice alla presenza di Mattarella – non facciamo il referendum per fare politica, questa consultazione non è di una parte ma di tutti i veneti. La Corte costituzionale ci dice che il voto è un modo per ascoltare i cittadini e questo è un atto di coraggio. Vogliamo l’applicazione dell’articolo 5 della Costituzione, puntiamo alle geometrie variabili: più Stato dove lo Stato è necessario, meno dove meno ne serve. L’unità non è in discussione – ha continuato Zaia – il federalismo è centripeto, il centralismo è centrifugo».

Il governatore veneto, a una decina di giorni dal voto del 22 ottobre, non poteva probabilmente eludere l’argomento. Ha esposto le ragioni della consultazione referendaria sull’autonomia con tono non partigiano, anzi richiamandosi a un padre della patria come don Luigi Sturzo, federalista e siciliano come Mattarella: «Don Sturzo – come l’ha definito il governatore veneto – unitario ma federalista impenitente. Ricordando la sua eredità spero – ha aggiunto Zaia rivolto al Presidente della Repubblica – che Lei ci possa dare una mano».

Nella sala gremita l’appello di Zaia è stato digerito senza particolare enfasi. Ma quel che conta di più, nel suo intervento, denso di ringraziamenti per i sindaci, riconosciuti come elementi portanti dell’architettura istituzionale, lo stesso Mattarella non ha dedicato una sola parola al referendum veneto sull’autonomia. «Mi auguro – il riferimento meno lontano alla sollecitazione di Zaia – che nel Paese non venga mai a mancare la solidarietà». Per proseguire poi nel riconoscimento dei Comuni come l’attore istituzionale in cui i cittadini maggiormente si riconoscono. Stop. Nessun accenno di risposta alla mano tesa di Zaia, neanche una parola.

È vero, come ha sostenuto minimizzando il governatore veneto appena conclusa l’inaugurazione dell’assemblea, che Mattarella ha risposto direttamente alle sollecitazioni del presidente di Anci nazionale, il sindaco di Bari Antonio Decaro, soprattutto perché questi gli aveva fatto avere in anticipo un discorso scritto: «Normale», glissa Zaia, «che non abbia replicato a me che ho parlato a braccio».

Va registrato però che il tema delle autonomie, declinato in chiave autonomista, ieri a Vicenza è stato sottolineato a più riprese, ad esempio dallo stesso sindaco del capoluogo berico Achille Variati. Che sempre al cospetto del presidente Mattarella, ha parlato della sussidiarietà come di un principio chiave della Repubblica: «No a un nuovo centralismo regionale – ha sottolineato poi il sindaco di Vicenza – Autonomia significa responsabilità, e fare meglio spendendo meno».


La prudenza istituzionale connaturata allo stile del Capo dello Stato, però, anche in questo caso deve avergli consigliato il riserbo. Pazienza se questo silenzio di Mattarella rischi di apparire come mancanza di sintonia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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