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Morto Ivano Beggio, storico patron dell'Aprilia

Aveva 73 anni, da poco tempo aveva scoperto di essere ammalato. Alla testa del gruppo di Noale lanciò campioni come Rossi e Biaggi

VENEZIA. È morto Ivano Beggio. Lo storico fondatore di Aprilia di Noale si è spento nelle scorse ad Asolo, dove abitava. Aveva 73 anni, essendo nato a Rio San Martino di Scorzè il 31 agosto 1944. Si era malato da poco e, nonostante le cure, non è riuscito a superare questa fase.

Morto Beggio, il papà dell'Aprila: così scoprì Valentino Rossi Nel 2015, in occasione dell'anniversario dei 30 anni del debutto di Aprilia nel Motomondiale Classe 250cc., Ivano Beggio raccontò così il suo primo incontro con Valentino Rossi. Il pilota avvicinò Beggio quando aveva 16 anni ed era ancora "uno sconosciuto" video da YouTube / Apriliomane

Con lui se ne va un imprenditore lungimirante, che da una piccola fabbrica di biciclette, negli anni Settanta arriva a produrre motociclette e scooter.

Una foto più recente di Ivano Beggio
Una foto più recente di Ivano Beggio

Nel 2000, la casa noalese acquisisce Moto Guzzi e Moto Laverda, per poi essere rilevati da Piaggio quattro anni dopo.

La villa di Beggio ad Asolo
La villa di Beggio ad Asolo

Centinaia i successi in pista con la sua Aprilia, dove sono passati campioni come Valentino Rossi, Loris Capirossi, Max Biaggi, Jorge Lorenzo, solo per citarne alcuni.

A 27 anni, rimasto orfano, aveva assunto la guida di Aprilia, orientandola sempre più verso la produzione di mezzi sportivi e aggiudicandosi nel 1977 il titolo italiano 125 e 250 centimetri cubici con Ivan Alborghetti. Il 26 giugno 1987, per la prima volta, una Aprilia si aggiudicò una gara di campionato mondiale e nel 1989 Aprilia vinse il primo titolo europeo di velocità. Nel 1992 arrivarono i primi due titoli iridati nel Trial e nel mondiale velocità classe 125.

Centinaia i successi in pista con la sua Aprilia, dove sono passati campioni come Valentino Rossi, Loris Capirossi, Max Biaggi, Jorge Lorenzo, solo per citarne alcuni. Nel 1988 è stato nominato Cavaliere del Lavoro e dieci anni dopo Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica. Lascia la moglie Tina, il figlio Gianluca e due nipoti. Con ogni probabilità il funerale si svolgerà venerdì.

Beggio era amatissimo dai suoi uomini: arrivò ad avere più di 1200 dipendenti e a Noale, la sua Noale, era considerato una specie di Faraone. Un Faraone buono però perché aiutava molti in segreto, come Enzo Ferrari, e perché è stato fra i fondatori dell'Associazione Amici del cuore e della Fondazione Salus Pueri. Tante le onorificenze, da "Cavaliere del lavoro" a "Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana", passando per due lauree honoris causa: ingegneria meccanica dall'Università di Pisa nel 1999 e in economia aziendale dall'Università di Venezia, Cà Foscari nel 2002.

"Ha perso l'ultima corsa, ma per tutta la sua vita stato un vincente": con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, ricorda la figura di Beggio. "I bolidi prodotti a Noale hanno portato in alto campioni come Rossi, Capirossi, Biaggi, Lorenzo - sottolinea - mentre le produzioni da strada, moto e scooter, hanno segnato un'epoca, per le due ruote in assoluto, per il motociclismo sportivo ma, più in generale, per l'imprenditoria veneta, che trovò in lui un capitano d'industria appassionato e indomabile, al punto di sfidare sul mercato i vari colossi giapponesi".

Proprio domenica prossima - conclude Zaia - si corre in Qatar il primo Moto Gp del 2018. Le cronache sportive danno il Team Aprilia in ascesa, con un pilota collaudato come Aleix Espargaro e il nuovo arrivo Scott Redding. Ivano li guarder dall'alto, e sarebbe bello vedere una livrea Aprilia lottare l davanti e, magari, centrare il podio, come per dirgli grazie, ci mancherai".

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