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Bitonci: «Rimborso totale per i truffati delle banche»

Il neo sottosegretario all’Economia: «Vogliamo la pace fiscale. Flat tax, si parte con le imprese. Autonomia: troverò le risorse»

PADOVA. Sono quattro i sottosegretari veneti nel governo gialloverde: Massimo Bitonci (Lega) al Mef; Franco Manzato (Lega) all’Agricoltura; Mattia Fantinati (M5S) alla Pubblica amministrazione e Ricardo Antonio Merlo (Maie) agli Esteri. Una squadra che vede il Carroccio protagonista assoluto, pronto a rafforzare i ministri alla Famiglia, Lorenzo Fontana, e agli Affari Regionali, Erika Stefani.

Chi avesse dei dubbi sulla superpoltrona assegnata a Bitonci, non deve far altro che leggere la risposta di Matteo Salvini ai cronisti: «È un dottore commercialista specializzato nella certificazione di bilancio, ha fatto il sindaco di una città importante come Padova. Sa di che cosa c’è bisogno a livello di sindaci, di enti locali. Penso che, assieme a Massimo Garavaglia, sia la persona giusta al posto giusto».

Onorevole Massimo Bitonci, cominciamo dalle banche. Nella campagna elettorale avete promesso il rimborso completo ai soci truffati. Come pensate di intervenire concretamente?

«Il premier Conte ha già incontrato gli esponenti delle associazioni dei risparmiatori truffati e la settimana prima anche la Lega aveva ricevuto le stesse associazioni alla Camera. Conosco la materia e mi avvarrò del dossier della Commissione bicamerale sulle banche, poi c’è un decreto del governo Gentiloni che vedremo come convertire e sentiamo il peso della responsabilità che ci arriva dal territorio. Dovremo trovare le risorse per incrementare il fondo di ristoro dei risparmiatori truffati. Gli speculatori non avranno un euro, ma chi ha perso tutti i soldi perché gli è stata spiegata una cosa che poi non era vera, potrà ottenere giustizia e un rimborso completo».

Attraverso quali procedure di verifica?

«Con l’analisi dei documenti. Ci sono aziende costrette alle operazioni baciate, cioè l’acquisto di azioni in cambio del finanziamento: spero che la magistratura riesca a processare e condannare i veri responsabili del crac di Bpvi e Veneto Banca. Parlo di chi sedeva placidamente nei Cda consapevole del disastro che stava maturando, ma anche della Consob e dell’Abi per l’omessa vigilanza. Il conto l’hanno pagato solo le imprese e i piccoli risparmiatori».

Come pensate di procedere con i rimborsi?

«La formula non è stata ancora delineata, ma penso che la strada del rimborso fiscale sia quella maestra da seguire. Questa è materia da decidere con il ministro Tria e gli altri sottosegretari».

Restiamo al Veneto: il Mef dovrà assegnare le risorse per l’autonomia. Il governatore Zaia e il ministro Stefani hanno fretta, lei che assicurazioni si sente di poter dare?

«Non esiste l’autonomia senza le risorse. Non si possono scaricare sulle Regioni le nuove competenze senza aggiungere un euro. Il governatore Zaia, il ministro Stefani e il sottosegretario al Mef Bitonci sono una squadra compatta con la stessa idea che agisce sulla base della spinta del referendum del 22 ottobre. Le risorse verranno trovate: che sia la compartecipazione ai tributi o un’altra formula lo decideremo nelle sedi opportune. Il ruolo del Mef sarà fondamentale».

Sottosegretario, dovrete trovare le coperture anche per la flat tax e la riforma della Fornero.

«Certo. Non c’è legge del Parlamento e del governo che non passi al vaglio del Mef per l’analisi della copertura di bilancio. Credo che questa legislatura debba essere caratterizzata da un nuovo rapporto tra il fisco, il contribuente e l’Agenzia delle Entrate. Abbiamo lanciato l’idea della pace fiscale; il cittadino deve collaborare con lo Stato e non subire vessazioni. Chi ha risorse deve pagare, basta con l’elusione dei grandi gruppi ma al tempo stesso non si possono mettere in croce gli artigiani e i commercianti, costretti a scegliere tra pagare gli stipendi ai dipendenti o versare l’Iva. Basta. Giriamo pagina. Se una piccola azienda è in crisi e il suo bilancio segna il rosso, non deve più versare gli acconti. Questa è la pace fiscale».

Si va verso una modifica sostanziale dei rapporti, non è quindi solo il condono sul pregresso?

«La pace fiscale si ottiene con la chiusura dei contenziosi e il pagamento di somme certe, ma nessuno dovrà mettere in vendita la casa con l’incubo dello sfratto».

Sulla flat tax come pensate di procedere? Anche questa è una promessa elettorale figlia del programma di centrodestra.

«Nella Finanziaria 2018 studieremo l’applicazione per le imprese della flat tax e l’anno successivo per le famiglie, con la rimodulazione dell’Irpef. Una parte rilevante della riforma riguarda lo snellimento delle procedure, la burocrazia va eliminata con un taglio dei costi che si aggira sui 5 miliardi l’anno, secondo i calcoli della Cgia di Mestre. Il contenzioso e la burocrazia sono

due macigni da rimuovere per garantire la competitività alle imprese, ne ho parlato con il viceministro Garavaglia e avvieremo un forum con gli ordini professionali che hanno molti suggerimenti da offrire su come snellire le procedure».

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