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Danni da lupo, la Regione Veneto firma l'accordo con Coldiretti

Mentre Bolzano e Trento litigano con Roma sugli abbattimenti, a Venezia si pensa a coprire i costi per gli allevatori, tra reczini e cani da guardia

VENEZIA. Trento e Bolzano hanno approvato (in virtù della loro autonomia) una legge che consente di uccidere lupi e orsi: due provvedimenti distinti, varati l'uno a pochi giorni dall'altro, che hanno come obiettivo la cattura e l'eventuale uccisione dei cosiddetti esemplari problematici. 

Animalisti a parte, ovviamente già sul piede di guerra, lo stesso ministro competente Sergio Costa ha bocciato i provvedimenti, annunciando l'impugnazione delle due leggi provinciali davanti alla Consulta.

Martedì 10 luglio, alle ore 10.15, a palazzo Balbi (sala Pedenin) l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, sottoscriverà, a nome del presidente della Regione, con Coldiretti  Veneto e l’Associazione regionale allevatori del Veneto, rappresentate rispettivamente da Martino Cerantola e da Floriano De Franceschi,  il protocollo d’intesa per fronteggiare i danni arrecati dalla presenza del lupo.

Il documento sarà sottoscritto anche dai rappresentanti delle centrali della cooperazione lattiero-casearia dell’area montana e pedemontana veneta.

Il documento impegna la Regione a proseguire il monitoraggio sulla presenza del grande carnivoro sulle montagne venete, a coprire integralmente i costi sostenuti dagli allevatori per recinti elettrificati e cani da guardianìa e a contribuire all’adozione di ulteriori sistemi di protezione del bestiame.

"La Regione Veneto - si legge in una nota di Palazzo Balbi -  si impegna, inoltre, ad erogare gli indennizzi per le predazioni subìte  entro tre mesi dalla data dell’accertamento del danno e a promuovere iniziative di informazione e formazione degli allevatori per prevenire le perdite".

Nel 2017 la Regione ha pagato agli allevatori 137 mila euro a ristoro dei danni causati delle predazioni. Nel 2018 il bilancio regionale ha stanziato 200 mila euro di aiuti per allevatori e pastori che investono  in recinti elettrificati e in dissuasori  faunistici.

“Il protocollo – spiega l’assessore Pan – intende valorizzare

tutti gli strumenti e le strategie di prevenzione e responsabilizza allevatori e categorie economiche ad avvalersi di tutte le misure messe in campo dalla Regione per contenere al massimo i danni causati dal ritorno del lupo nell’area alpina, dopo secoli di assenza.”.

 

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