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Giro rosa, Belluno guarda oltre Sedico 2017

Della partenza di tappa si vocifera; Roger De Menech dà invece per certo che si lavora a un ben più ambizioso progetto

SEDICO. È iniziato il conto alla rovescia per il Giro d'Italia 2017. Ieri a Milano Rcs ha presentato le prime tre tappe, omaggio alla Sardegna di Fabio Aru. Nella sua interezza, il Giro verrà presentato invece il 25 ottobre.

Se la Sardegna costituisce una certezza, le altre tessere del mosaico devono ancora esser sistemate con precisione. Tante le ipotesi o le mezze certezze. Una è quella, anticipata ieri dal nostro giornale, di una frazione con partenza da Sedico e possibile arrivo in Trentino (Passo Pordoi?) oppure in Alto Adige (Val Gardena? Plan de Corones?). Al progetto si sta lavorando da tempo e la cosa dovrebbe essere definita nei prossimi giorni. Per la provincia si tratterebbe di una "replica" della partenza (spettacolare, forse la più partecipato dell'ultimo Giro) avvenuta da Farra d'Alpago lo scorso maggio. Ma anche delle partenze di Belluno 2014, Longarone 2013, Belluno e Feltre 2011.

Se all'orizzonte più prossimo c'è Sedico 2017, un po' più in là nel tempo le strade bellunesi potrebbero essere interessate dalla corsa rosa in maniera ancora più intensa e duratura. È infatti allo studio un progetto di ampio respiro e di lunga durata legato alla corsa rosa (sull'esempio di quanto fece Dolomiti Stars) e alla bicicletta. Lo ribadisce, pur non entrando nel merito del 2017, l'onorevole Roger De Menech, presidente del Comitato paritetico per la gestione dei fondi delle province di Trento e Bolzano destinati ai comuni di confine delle regioni Veneto e Lombardia (ex fondi Odi).

«Proseguono gli incontri con i sindaci bellunesi per dare forma a un progetto che vuol fare delle due ruote un motore importante per il turismo provinciale. Si tratta di fare in modo che la provincia di Belluno diventi una provincia ciclabile», afferma De Menech, «dobbiamo creare delle piste ciclabili che rendano percorribili le tre gradi aree interessate dai fondi, vale a dire Feltrino, Agordino e Cadore. E far in che queste aree si colleghino con il resto della provincia ma anche con i territori limitrofi. Stiamo ragionando con i comuni interessati per arrivare a una progettazione complessiva. È fondamentale avere uno sguardo d'insieme: bisogna unire le ciclabili francobollo creando una rete ampia. Ma questo non basta. Occorre anche la promozione: dobbiamo fare sapere a tutto il mondo che in provincia di Belluno si può venire d'estate

in bicicletta e d'inverno a sciare. Ecco che in quest'ottica i grandi eventi, come il Giro d'Italia o le granfondo, rivestono una importanza assoluta. Si deve pensare a un progetto a lungo termine, quattro-cinque anni, e a una promozione che offra della provincia un'immagine forte e univoca».

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