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Caliera trophy, è polemica sulle apecar su facebook

Apecar. Gretti a due anni dallo sfratto della manifestazione da Roe Basse: «Ma lì non ci dovevano essere le pecore?»

SEDICO. A due anni dalla sua ultima edizione, il Caliera trophy (la madre di tutte le corse con le apecar che si disputava a Roe Basse di Sedico) fa ancora discutere.

La forzata chiusura dell’apodromo che era stato realizzato alle porte del paese ed era intitolato a Tazio Nuvolari non è stata digerita dagli organizzatori. Così il patron della corsa, Ermen Gretti, proprio nei giorni in cui fino a due anni fa fervevano i preparativi per la grande festa, ha risollevato la questione sulla pagina Fb del Principato de Roe Basse. Un intervento secco, senza giri di parole, come è nello stile di Gretti.

«La ex pista del Caliera trophy – scrive dunque ironicamente l’ex consigliere comunale sedicense e presidente provinciale di An, corredando il tutto di un ricco apparato fotografico – doveva servire immediatamente per far pascolare le pecore. Oggi la vediamo così, perfettamente coltivata e con sciami di pecore che brucano la verde erbetta fresca. Grazie Dario. Ma li prenderai i contributi Avepa?».

Le pecore ovviamente non ci sono, su quel terreno che aveva ospitato per vent’anni la più importante delle manifestazioni di una disciplina che poi aveva attirato l’attenzione dei grandi mezzi di comunicazione.

«Il Caliera trophy era stata la prima corsa di questo tipo – spiega Gretti – ed era nato proprio da qui tutto il movimento delle apecar. Per vent’anni si è corso a Roe Basse, finché il proprietario non ci ha chiesto indietro il terreno per metterci a pascolare le sue pecore. Ora, invece, quello stesso terreno è pieno di rovi e altro. Noi speriamo comunque di poter riproporre il Caliera trophy, ma non è facile trovare un terreno disponibile. Avevamo trovato un’area del demanio sul Cordevole, ma occorrevano delle autorizzazioni della forestale. La speranza, comunque, è l’ultima a morire».

Il prato di Roe Basse che ospitava la corsa, di fronte alle richieste del proprietario, era stato ripristinato in fretta e furia da un gruppo di volontari. Tutte le opere per mettere in sicurezza il circuito erano state rimosse. E già in quell’occasione,
gli organizzatori del Caliera trophy avevano ricordato come, grazie proprio alla manifestazione, fosse stato possibile bonificare un terreno completamente abbandonato ai rovi. Erano stati rimossi i sassi che vi si trovavano ed era stato riempito anche un laghetto stagnante.

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