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Vencato, è un destino a tinte gialloblù

Serie D. Stessi colori per Verona e Belluno. «Ho fatto due panchine in A, ma anche qui si respira un aria da professionisti»

BELLUNO. Due panchine in serie A, una in Coppa Italia e una decina di convocazioni in serie B con l’Hellas Verona. E tutto questo a neppure vent’anni.

Sarà forse uno dei motivi per cui il Belluno in estate ha puntato forte su Enrico Vencato. Salutato Borghetto, chiamato guarda caso a percorrere la strada inversa, non era facile trovare un portiere fuoriquota in grado di sorprendere come aveva avuto modo di fare il buon Nicola. Per ora, però, la scelta ricaduto sull’estremo difensore vicentino si sta rivelando positiva. A Motta di Livenza è stato decisivo in un paio di situazioni, e in generale c’è anche il suo contributo sul primo posto dei gialloblù. Ma prima di tutto, torniamo lì, a quelle panchine di prestigio.

«In Hellas Verona - Roma e Genoa - Hellas ero lì, eventualmente pronto come terzo portiere. Lo stesso dicasi per Hellas - Foggia di Coppa Italia. Fino a gennaio dello scorso anno, invece, sono stato convocato una decina di volte da mister Pecchia. Però, essendo che in serie B si possono portare in panchina nove giocatori anziché dodici come nella massima serie, facevo il riscaldamento e poi andavo a seguire le partite dalla tribuna. Ma per un giovane come me, una bellissima esperienza comunque. Poi la mezza stagione al Vigasio, conclusa purtroppo con la retrocessione ai playout».

Tanta delusione, immaginiamo.

«Personalmente potrei anche dire di essere stato soddisfatto, perché non è mai facile entrare a stagione in corso. Ma con un risultato finale del genere, l’amarezza è tanta».

Quasi una Serie C. Un portiere così promettente, però, di sicuro avrebbe avuto presto l’occasione di riscatto. E così ecco il Belluno, sempre in serie D ma con altre prospettive.

«Sono abbonato al gialloblù», scherza Vencato. «Comunque quella che ho trovato qui è una mentalità quasi da professionisti. Rispetto a Vigasio siamo ad un altro livello: parlo di materiale a disposizione, organizzazione generale. Anche le stesse ambizioni sono diverse».

C’è poi da considerare il fatto di vivere lontano da casa, aspetto mai facile per un giovane.

«Ma ormai ci sono abituato. D’altronde a 14 anni ho lasciato Campiglia dei Berici per andare a Verona. Qui a Belluno si sta bene: la mattina scuola in centro, al pomeriggio allenamento: le giornate sono belle piene».

Sotto con il Mantova. Domenica il Belluno scenderà in campo per difendere il primato solitario. Pensare di poterlo fare con il Mantova, seppure i virgiliani al momento non siano in una situazione facile, è motivo
d’orgoglio. «Non bisogna lasciarsi ingannare dalla loro classifica. Il mister ci ha ricordato parecchio che hanno valori individuali importanti. Sarà difficile come partita, perché verranno da noi per metterci in difficoltà, avendo bisogno di punti. È fondamentale farsi trovare pronti».

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