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OLTRE CHE ATLETA, MARCHET è ANCHE UN OTTIMO ORGANIZZATORE 

«Il Città di Belluno meriterebbe più attenzione»

«Mi piacerebbe riproporre la candidatura per i Mondiali, nel 2010 perdemmo di poco»

FELTRE. Tra le “creature” di Corrado Marchet, un posto di assoluto rilievo spetta al Trofeo Città di Belluno, evento che lo scorso agosto ha celebrato la 28ª edizione e che rappresenta uno dei momenti più attesi delle World Series, la coppa del mondo di atterraggio di precisione che coinvolge anche Croazia, Germania, Austria, Slovenia e Svizzera.

«Ho avuto un peso importante nell’organizzazione di tutte e ventotto le edizioni, con un gruppo di amici e collaboratori davvero affiatato e dinamico» spiega Marchet.

«Siamo partiti con otto squadre e pochi atleti per arrivare a essere uno degli appuntamenti più partecipati: nelle ultime edizioni abbiamo sempre fatto il tutto esaurito, portando all’aeroporto Arturo Dell’Oro una cinquantina di formazioni provenienti da una ventina di paesi, tra i quali gli Stati Uniti, la Cina, l’Oman, la Bielorussia e il Qatar. Credo di poter affermare, senza tema di smentita, che il bilancio di questi tre decenni sia ottimo, non solo dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista della promozione del territorio e delle ricadute economiche: con il Trofeo Città di Belluno abbiamo contribuito a far conoscere la nostra città a tutto il mondo e a riempire, per un paio di settimane ogni estate, hotel, bed and breakfast, pizzerie e ristoranti».

«Certo, come in ogni cosa umana, si sarebbe potuto fare di più e meglio ma abbiamo sempre dato il massimo e questo ci è stato riconosciuto dai partecipanti», prosegue Marchet. «Mi sarebbe piaciuto che ci fossero state sinergie più strette con il territorio per l’organizzazione di eventi di contorno alla manifestazione. Mi piacerebbe ora che venisse riproposta la candidatura per l’organizzazione dei campionati del mondo. Ci provammo nel 2010, per tutte le specialità, e perdemmo, per poco, a beneficio di Dubai».

All’aeroporto Dell’Oro de La Rossa, l’Associazione paracadutismo Belluno, di cui Corrrado Marchet è presidente, organizza anche, in primavera, la Dolomiti Cup.

«La Dolomiti Cup è nata una quindicina di anni fa», spiega Marchet. «L’idea è venuta in seguito al fatto che un gruppo di atleti olandesi soggiornava ogni anno per una decina di giorni a Belluno. Agli olandesi, innamorati del nostro territorio, si sono poi aggiunti svizzeri, austriaci, tedeschi, danesi e qualche atleta del Qatar. Da questa presenza numerosa è sorta l’idea di dare vita a una competizione che potesse testare il grado di forma degli atleti i vista degli appuntamenti più importanti della stagione. Ecco la nascita di Dolomiti Cup, un altro evento che richiama circa un centinaio di persone. Penso sia
un’ulteriore scommessa che la nostra Associazione ha vinto, soprattutto grazie al credito che sia come atleti ed organizzatori riscuotiamo in campo internazionale partecipando e facendoci conoscere per la nostra serietà e per i risultati raggiunti». (i.t.)

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