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Mores: «A fine stagione mi ritirerò»

Da 18 anni nell’Arsiè, il capitano è soddisfatto per gli ultimi risultati

ARSIE’. Una vittoria che ha ridato forza e speranza. I tre punti conquistati domenica contro il Torreselle hanno permesso all’Arsiè di raggiungere la zona salvezza, all’undicesimo posto in classifica nel Girone F di Prima Categoria a quota 16 punti e si appresta ad affrontare lo scontro diretto con la Stella Azzurra. Ma c’è un’altra ricorrenza: lo storico capitano Roberto Mores ha infatti compiuto quarant’anni, festeggiandoli insieme alla squadra in cui milita da diciotto stagioni, anni durante i quali Mores, centrocampista dalla buona visione di gioco, schierato sia come mediano davanti alla difesa a fianco di De Giacometti che in posizione di mezz’ala o trequartista, non ha mai fatto mancare il suo supporto all’Arsiè, anche quando non giocava titolare. Le cinquecento partite, senza nessuna espulsione e le 63 reti messe a segno con questa maglia parlano per lui.

Il capitano parla della situazione della squadra, tracciando un bilancio stagionale e parlando anche del suo futuro. «L’Arsiè può giocarsela con chiunque. Finora non c’è mai stata una squadra che mi abbia impressionato per forza e qualità o che ci abbia sovrastato, salvo in un’occasione nella quale però eravamo rimasti con l’uomo in meno, e questo ci fa ben sperare per il girone di ritorno. La squadra ha inoltre recuperato i vari infortunati come Gorza e Brandalise che potranno dare una mano importante. Con questi dovremmo essere a posto, salvo nuovi infortuni». Il condizionale è un indizio. «Una punta da tanti gol sarebbe l’ideale, ma acquistarla non penso sia alla nostra portata. Il budget è limitato e rispetto a tutte le altre squadre che affrontiamo, l’Arsiè non ha grande disponibilità finanziaria: nel nostro caso concepiamo il calcio più come una passione. Siamo una delle poche società di Prima Categoria in cui si gioca gratis».

Sul suo futuro Mores ha deciso: «A fine stagione mi ritiro. Anche se la mente dice una cosa il corpo non risponde più come prima. Sono felice di tutto ciò che ho fatto con questa maglia e di essere stato un punto di riferimento per tutti e nel contempo di vedere che i giovani come Spinelli che sono di Arsiè ci tengono ad indossarla. L’Arsiè è come una grande famiglia e questa è la caratteristica che ci contraddistingue. Il ricordo più bello che conserverò per sempre è la prima promozione conquistata
nel 2000 all’ultima giornata contro il Cornei in un De Nale pieno di gente. Un’atmosfera d’altri tempi e che non ci sarà mai più. Mi è stato chiesto di rimanere in società ma il ruolo non è ancora deciso. Direttore sportivo? Per il momento no, ma ci sarà tempo per riflettere».

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