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Parteli: «Luparense costruita per vincere Impossibile fallire»

L’allenatore feltrino al comando del girone C di Promozione «Il patron Zarattini è ambizioso, peccato aver fuori Brotto» 

SAN MARTINO DI LUPARI. È partito con un obiettivo solo: vincere. E per ora ci sta riuscendo. Max Parteli e la sua Luparense sono lì in cima al girone C di Promozione, e naturalmente spera di mantenere la posizione fino all’ultima giornata per poi poter festeggiare l’approdo in Eccellenza.

Solo una squadra, al momento, sta tenendo il passo dei rossoblù; parliamo dell’ambiziosa Arcella, in cui gioca l’ex Union Feltre Francesco Peotta. Intanto però il mister bellunese si gode il titolo di campione d’inverno.

«Siamo stati costruiti per primeggiare, anche se non è mai facile soddisfare ambizioni così importanti. Ma d’altronde il patron Zarattini ha una mentalità sempre improntata ad ottenere il massimo, come dimostrano i grandi risultati che ha ottenuto e continua ad ottenere nel calcio a 5. Non c’è nessuna possibilità di sbagliare, lo sappiamo tutti, e fino adesso in campionato non abbiamo ancora perso. Ad ogni modo cinque punti di vantaggio non sono certo una sicurezza, in due partite si possono recuperare, quindi dobbiamo rimanere sul pezzo».

Doppia esperienza. A San Martino Parteli aveva già giocato, quindi per lui è stato un ritorno quello materializzatosi in estate. Ma com’è vivere il calcio in una città che da sempre ha occhi ed attenzione soprattutto per i cugini del calcio a 5, che tra l’altro hanno appena conquistato la Supercoppa Italiana dopo l’ennesimo Scudetto?

«In generale c’è grande passione qui. Certo, spesso si nomina maggiormente la squadra di futsal anche perché sono il club più titolato d’Italia. Però Zarattini vuole ottenere delle soddisfazioni importanti anche nel calcio a 11. Lui vuole vincere e basta, anche un pareggio lo considera una sconfitta. Diciamo che gli stimoli non mancano mai».

A giugno la squadra sembra potesse essere destinata alla serie D, categoria che avrebbe ritrovato con l’acquisizione del titolo sportivo dell’Abano. Poi però non se né è più fatto nulla, così ecco la Promozione da vivere possibilmente solo di passaggio.

«A luglio quando sono subentrato io qui c’era un cantiere aperto, essendo partiti in ritardo complici le incertezze sulla categoria da disputare. Il presidente però è molto legato al campanile, così ha scelto di giocare in Promozione dopo aver vinto la Prima nella scorsa stagione. Ad ogni modo, al netto delle difficoltà iniziale, ho trovato un ambiente molto organizzato: l’ideale per me che, dopo l’annata al Lia Piave, non volevo rimanere fermo. Tra l’altro sono stato accolto molto bene, anche perché varie persone avevano un buon ricordo del sottoscritto. E comunque quando vinci sei sempre bravo…».

Concentrazione. Con i Lupi gioca anche Brotto che però, dopo un grande avvio con 7 reti in 8 partite, è fermo per un infortunio piuttosto serio all’alluce.

«Peccato, dovremo fare a meno di lui probabilmente ancora fino a febbraio».

Ad
ogni modo le qualità per vincere lo stesso non mancano. «Però come detto prima il margine sull’Arcella non è rassicurante. L’ultimo pareggio casalingo con l’ultima in classifica Loreo dimostra che di facile c’è poco, per cui occorrerà mantenere alto il livello di concentrazione».

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