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L’oro di Sofia come regalo di compleanno per Feltrin

Il tecnico longaronese delle azzurre al settimo cielo. «Giorno pazzesco, Sofia ha fatto un capolavoro»

PYEONGCHANG (COREA). Che bel compleanno per Giovanni Feltrin. Martedì l’ammiraglio delle velociste azzurre ha compiuto 47 anni e ieri è arrivato lo splendido regalo delle “sue” ragazze. L’oro di Sofia Goggia in discesa. Un oro storico, quello conquistato dalla bergamasca. Un oro che Feltrin, tra i primi ad abbracciare al parterre, commenta così.

«È stata una giornata pazzesca», esordisce il tecnico longaronese che la scorsa estate ha raccolto l’eredità di Alberto Ghezze quale responsabile della velocità in rosa azzurra, dopo essere stato per anni stretto collaboratore dell’ampezzano (ora responsabile dell’area sportiva dei Mondiali di Cortina 2021) insieme a “Much” Mair e Marco Viale.

«Quando sei favorito, eventi come le Olimpiadi ti fanno scherzi strani. L’abbiamo visto in superG dove avevamo tre ragazze con la possibilità di andare a medaglia e poi abbiamo raccolto nulla. Non siamo partiti come ci si aspettava e come ci aspettavamo noi per primi. Ma siamo stati bravi a ripartire, con orgoglio e determinazione. Alla libera ci siamo arrivati costruendo tre giorni di discesa in prova, con degli step progressivi. Le ragazze ci hanno creduto e ci hanno provato tutte».

«Sofia è stata incredibile», dice ancora Feltrin. «Lucida e presente, ha fatto un capolavoro. È stata una cosa grande, l’oro olimpico non è una medaglia, è la medaglia. Faccio fatica a rendermi conto di quello che è successo. Questo oro parte da lontano ed è frutto del talento ma anche del lavoro. Del lavoro di Goggia ma del lavoro di un intero gruppo. In questo team si respira un’aria meravigliosa».

Buzzi, dai Giochi alle finali di Coppa. Lo scorso fine settimana è tornato a casa dai suoi primi Giochi, Emanuele Buzzi. Ieri è ripartito per la parte conclusiva della stagione. Obiettivo, le finali di Are, Svezia.

«Innanzitutto complimenti alle ragazze dello sci alpino che hanno portato a casa l’oro, e alla mia compaesana Lisa Vittozzi, che si è messa al collo uno splendido bronzo nel biathlon» dice il sappadino dei Carabinieri. Per quanto mi riguarda, archivio i Giochi 2018 con una discreta soddisfazione relativamente al risultato (22° in discesa, ndr) e con un po’ di rammarico per non aver potuto respirare appieno l’aria olimpica dato che eravamo lontani dal villaggio olimpico. Ma ora è tempo di pensare

alla parte finale di stagione: ora le due gare di Coppa Europa di Sarentino e poi la discesa e il superG di Coppa del Mondo, in programma a Kvitfjell il 10 e 11 marzo. In Norvegia voglio fare bene per guadagnarmi l’accesso alle finali della settimana successiva ad Are». (i.t.)

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