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Pilota di rally a soli 15 anni il record di Luca Bortot

Lo studente di Pieve di Cadore debutta oggi sul circuito sloveno di Gaj Correrà su Twingo nella prima prova del “Rally in circuit championship” 

PIEVE DI CADORE. Il futuro dei rally italiani passa anche per il Cadore. Alle 14.37 di oggi Luca Bortot scriverà una pagina nella storia del rallismo italiano. A quell’ora, infatti, diventerà il più giovane italiano di sempre a prendere il via in un rally. Lo farà nel primo appuntamento della serie “Rally in circuit championship”, che si svolgerà sul circuito sloveno di Gaj (20 chilometri a ovest di Zagabria) oggi e domani.

Luca correrà a bordo di una Renault Twingo accanto all’esperto Federico Grilli. Ma il fatto eccezionale è la sua età: Luca non ha ancora compiuto 16 anni e frequenta l’Itis Segato di Belluno. Ogni giorno ci mette più di un’ora per arrivare a scuola in autobus partendo dalla sua Pieve di Cadore: «Studio in corriera», dice.

La sua passione per i motori è nata spontaneamente. In famiglia sanno cos’è un’auto, certo, ma nessuno ha mai corso. «Un giorno in edicola ho pianto per avere un dvd di Rallysprint, che riportava le immagini del Mondiale Rally. Mi sono appassionato con quello». Già a sette anni ha iniziato a coltivare un’altra passione, quella per i simulatori. Nel 2009 gli hanno regalato il primo volante, grazie al quale ha iniziato a sfidare il web con il gioco di simulazione Richard Burns Rally, il più realistico. «Non ero niente male», racconta Luca, «così ho provato anche a giocare in pista contro piloti reali e ho vinto parecchi campionati».

La passione era troppo grande per essere contenuta dai soli videogiochi. A fine 2016 Luca, appena 14enne, iniziò una collaborazione con un piccolo sito specializzato, carlocanovarallye.org, che ha abbandonato un anno fa: «Il primo articolo che ho fatto è stata la sintesi del Rally di Spagna, gara del Mondiale». Lo ha fatto perché gli piaceva scrivere, certo, ma anche perché è ben consapevole che per fare qualcosa di importante all’interno del motorsport ci vogliono anche le conoscenze.

Ora, anche ad Epic Rally Tribe (la grande tribù dei rally che ogni weekend affolla le prove speciali di tutta Italia), scrive per rallyssimo.it, una pagina letta da decine di migliaia di appassionati in tutta Italia. «All’inizio era una collaborazione saltuaria, ma oggi è un impegno più grande: scrivo anche due o tre articoli al giorno».

La grande occasione per entrare nel mondo dei rally dal sedile di sinistra Luca l’ha avuta a inizio 2017, quando ha partecipato fuori concorso al Rally Italia Talent, una manifestazione con cui Acisport cerca di selezionare i migliori talenti del rally nazionale. «Ero troppo giovane e non potevo partecipare alle selezioni, ma ho provato: l’anno scorso ho guidato accanto a Renato Travaglia e poi a Guido D’Amore, senza sapere nemmeno come si metteva in moto l’Abarth 595 che mi avevano dato in mano: nei simulatori non c’è la frizione».

Travaglia (due volte campione europeo e campione italiano 2002, mica uno qualunque) rimase impressionato dalla sua guida e consigliò al ragazzo di tornare l’anno dopo. E così Luca ha fatto. Il 25 febbraio è andato ad Adria per guidare un’Abarth 595 accanto a Giandomenico Basso (2 volte tricolore e 2 volte europeo) e una nuova Abarth 124: «È stato bello guidare la 124 accanto a Travaglia, ho fatto bei traversi», dice scherzando.

L’idea di partecipare al Rally in circuit championship è arrivata grazie ad Achille Guerrera, l’organizzatore della serie. «L’idea mi è piaciuta e ho iniziato a cercare sponsor».

In quel momento Luca si è scontrato con uno dei più grandi problemi che affliggono il motorsport: la penuria di finanziatori. «Ho inviato più di 300 mail a varie aziende, ma solo il pilota e imprenditore bresciano “Babu” mi ha risposto».

Grazie a lui Luca coronerà a soli 15 anni il suo sogno: correre nei rally. Lo farà in una gara non riconosciuta dalla federazione nazionale. «Per il regolamento nazionale non potrò staccare la licenza Acisport fino ai 18 anni. Eppure in Italia gli stranieri con almeno 16 anni possono correre, com’è successo a Kalle Rovanpera e Marco Bulacia l’anno scorso (entrambi quest’anno

corrono nel Mondiale, ndr). Alla federazione chiedo progetti validi per noi giovani, maggiorenni e minorenni».

Luca sa bene cosa vuole. Fra oggi e domani avrà a disposizione 74 chilometri di prove speciali per prendere confidenza con uno sport che vuole fare tutto suo.

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