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Paola Padovan, stop ai box per un problema alla spalla

La giavellottista dei Carabinieri non si perde d’animo: «Meglio fermarsi un po’ per guarire bene. Nel 2019 ci sono i Mondiali e l’anno dopo le Olimpiadi»

Belluno

Un altro talento dell'atletica bellunese è costretto ai box. E a rinunciare, a causa di problemi fisici, all'obiettivo maglia azzurra per i Campionati europei di Berlino del prossimo agosto.

Come Enrico Riccobon, il mezzofondista dell'Atletica Brugnera alle prese con una microfrattura alla tibia, anche Paola Padovan in questi giorni è ferma. Niente gare per la brillante ragazza protagonista del giavellotto azzurro e internazionale.

«La causa è una fessurazione tendinea alla spalla destra», spiega la stessa atleta del Centro sportivo Carabinieri. «Non è una lesione grave ma, trattandosi di un tendine, è comunque un problema da non sottovalutare. Meglio fermarsi qualche settimana di più per guarire perfettamente che forzare i tempi e poi magari ritrovarsi punto e a capo».

La stagione di Paola era partita in maniera promettente: il 21 aprile, a Treviso, nella 15ª edizione dell'Atletica Triveneta Meeting, aveva lanciato a 55.31, arrivando a meno di due metri dal personal best.

Dieci giorni, a Palmanova, aveva fatto un altro bel lancio: 64.63. Il 12 maggio, poi, a Isernia, la partecipazione ai Campionati italiani universitari: un tricolore d'oro per la ventiduenne bellunese, capace all'ultimo turno di piazzare un lancio a 57.41, misura che le ha regalato il nuovo personale (quinto posto nelle liste italiane all time), 20 centimetri in più rispetto al 57.21 della scorsa stagione.

Una settimana dopo, il problema alla spalla ha reso deludente la partecipazione all’edizione numero 44 del prestigioso meeting internazionale di lanci Werfertage di Halle, in Germania: Paola ha chiuso in tredicesima posizione, con un poco con un poco significativo 40.05 e due nulli. Quindi, la decisione di fermarsi, con appena quattro gare all'attivo.

«Ho deciso di fermarmi, sto facendo delle terapie a Bologna», dice ancora la portacolori dei Carabinieri. «L’obiettivo 2018 era superare i 59 metri, misura minima per la convocazione per gli Europei di Berlino. Obiettivo andato ormai. Spero a questo punto di riuscire a rientrare per i Campionati italiani assoluti di Pescara, a inizio settembre. Ma lo farò solamente se avrò risolto il problema al cento per cento. Altrimenti, nessun dramma. Meglio non rischiare. Non ho fretta. La testa, del resto, è già proiettata al 2019, anno importante nel quale ci saranno i Mondiali. Anno per il quale l'obiettivo è andare oltre i 60».

Ma per Padovan l'obiettivo più importante è fissato per l'agosto del 2020.

«Sì

certo, il lavoro impostato in questi ultimi anni è finalizzato alle Olimpiadi di Tokyo. Anche per questo, è meglio sistemare completamente i problemi fisici ed evitare, così, di trascinarli con il conseguente rischio di pregiudicare il sogno a cinque cerchi». —



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