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«Vogliamo dare lavoro ai giovani»: la sfida di Isoipse si gioca sulla cultura

L’associazione ha vinto un finanziamento di 35 mila euro grazie a Funder 35: una base per crescere

BELLUNO. Tu chiamali, se vuoi, sognatori. Per Funder35, bando rivolto alle organizzazioni culturali, sono invece una delle 57 realtà italiane che meritano di essere sostenute. Passo dopo passo il sogno di Isoipse, associazione bellunese nata nel 2014 , si fa concreto: «Vorremmo riuscire a dare lavoro ai molti giovani che, come noi, vogliono restare a vivere a Belluno» spiega Valentina De Marchi, presidente dell’associazione. «È una sfida» aggiunge Alice Cason, «il nostro obiettivo è trasformare la cultura in qualcosa che paghi». «Siamo giovani che vogliono creare nuove professioni grazie alla cultura» continua Stefania Zardini Lacedelli.

Come le isoipse che, nelle carte geografiche, formano una rete per raccontare il territorio, così le competenze di Valentina, Alice e Stefania si uniscono a quelle degli altri componenti dell’associazione (una dozzina di giovani dalle varie esperienze professionali, dagli architetti ai sociologi, passando per fotografi e naturalisti) per «raccontare il territorio dell’area dolomitica», «offrire informazioni, spunti di riflessione e approfondimenti per far emergere strategie territoriali e idee innovative» e «fare rete e contribuire a consolidare le reti già esistenti». Più facile a dirsi che a farsi, senza un aiuto per iniziare.

Questo aiuto è arrivato da Funder35, bando annuale promosso da diverse fondazioni bancarie rivolto «alle organizzazioni culturali senza scopo di lucro (imprese sociali, cooperative sociali, associazioni culturali, fondazioni), composte in prevalenza da under 35 e impegnate principalmente nell’ambito della produzione artistica/creativa in tutte le sue forme, da quelle tradizionali a quelle di ultima generazione o nell’ambito dei servizi di supporto alla conoscenza, alla valorizzazione, alla tutela, alla protezione, alla circolazione dei beni e delle attività culturali», come si legge sul sito di Funder35.

Isoipse non è l’unica associazione bellunese ad essere stata premiata: Slow Machine, che si occupa della stagione teatrale “Belluno Miraggi”, ha vinto un finanziamento di 75 mila euro. Il “tesoretto” di Isoipse è invece di 35 mila euro, soldi che verranno usati nei prossimi due anni per dare corpo e struttura all’associazione soprattutto sotto il profilo amministrativo e comunicativo. Proprio la comunicazione, in tutte le sue forme, è uno degli snodi fondamentali per poter continuare ad operare sul territorio. «Per noi è fondamentale fare rete con le realtà esistenti» spiega Valentina, «come ad esempio enti pubblici, scuole, fondazioni. Magari guardando anche alle realtà alpine al di fuori della provincia di Belluno».

Dolom.it, un museo virtuale dedicato alle acque bellunesi L'associazione culturale Isoipse ha creato insieme ai ragazzi delle scuole superiori di Belluno il museo virtuale Dolom.it dedicato alle acque della provincia di Belluno. Il video è stato realizzato con le fotografie di Instagram della classe II R dell'istituto tecnico economico Calvi di Belluno LEGGI L'ARTICOLO

Per capire meglio come opera un’associazione come Isoipse basta andare sul sito www.museodolom.it , portale del progetto Dolom.it: un museo virtuale dedicato alle acque bellunesi che nei secoli hanno creato ricchezza nel territorio trasportando il legname delle Dolomiti a valle o dando energia agli opifici. Documenti, immagini, mappe che, invece di essere esposti in una sala, sono a portata di click. «I curatori museali sono gli studenti delle scuole superiori bellunesi» spiega Stefania, «l’obiettivo è spiegare le Dolomiti come patrimonio culturale con il punto di vista delle nuove generazioni».

Un momento del workshop dedicato ai...
Un momento del workshop dedicato ai paesaggi terrazzati

Sempre le Dolomiti sono protagoniste del progetto sui paesaggi terrazzati bellunesi e delle audio guide (sulla piattaforma izi.Travel) dedicate ai cercatori d’acqua a Belluno . «Ora la sfida è far passare questa nostra filosofia al territorio» spiega Valentina, «perché abbiamo bisogno del sostegno dell’ambiente che ci circonda. Funder35 ci ha dato fiducia e ci darà una boccata d’ossigeno per i prossimi due anni permettendoci di fare a tempo pieno quello che fino ad ora abbiamo fatto nei ritagli di tempo, dopo di che dovremo camminare con le nostre gambe dimostrando che la cultura può dare lavoro ai giovani del nostro territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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