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Ricollocate sulla chiesa le lapidi dei caduti di S. Pietro

SAN PIETRO DI CADORE. Nella giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate dopo la messa e la commemorazione nelle frazioni di Costalta e Valle, sono stati inaugurati i lavori di posizionamento...

SAN PIETRO DI CADORE. Nella giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate dopo la messa e la commemorazione nelle frazioni di Costalta e Valle, sono stati inaugurati i lavori di posizionamento delle lapidi in memoria dei caduti, rimosse in occasione dei lavori di restauro della facciata della chiesa parrocchiale di San Pietro di Cadore nel 2001 e mai più ricollocate.

La sindaca Elisabetta Casanova Borca, alla presenza di autorità civili, militari, religiose, dei bambini del plesso scolastico di Presenaio con la dirigente Morena De Bernardo e del Consiglio comunale dei Ragazzi con la sindaca Anna De Villa, ha ringraziato l’architetto Mingotto della Soprintendenza di Venezia per il parere favorevole, la diocesi di Belluno Feltre e don Clorindo per l’assenso, la Regione per il contributo, gli alpini di San Pietro con il capogruppo Loris De Zolt, Elena De Zolt e Beatrice De Pol che hanno chiesto la ricollocazione delle lapidi installate nel 1926, rimosse nel 2001 e i signori Urbano e Giordano De Martin autori del lavoro di ristrutturazione. L’assessore Ileana De Bernardin Gaina ha ricordato il contesto sociale in cui sono state erette le lapidi nel dopoguerra, la sofferenza delle vedove e delle madri che avevano perduto i loro cari.

Alessandro Zandonella del Gruppo Comelianti ha letto una parte del discorso del Podestà del 1926 quando le lapidi vennero installate.

Loris De Zolt Lisabetta si è soffermato sulla storia delle lapidi, quando nel 1924 si costituì un comitato per redigere l’elenco dei caduti, fino all’inaugurazione l’8 agosto del 1926. Delle 5 lapidi commissionate, due sono destinate al capoluogo e riportano i nomi di tutti i caduti del Comune, le rimanenti vanno una per ciascuna delle tre frazioni.

Silvia Soravia ha raccontato
storia dei tre soldati “dimenticati” non inseriti nelle lapidi De Bernardin Dorigon Vittorio, De Biasio Luigi Costante e De Villa Gobbo Giovanni e le circostanze che hanno portato alla loro esclusione. La cerimonia si è conclusa con la benedizione di don Clorindo De Silvetro.



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