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la biografia

Oscar De Pellegrin e il suo “inno alla vita”

Domani al Comunale la presentazione di “Ho fatto centro”

BELLUNO. “Una storia speciale, che è un inno alla vita”. Con queste parole Giovanni Malagò, presidente nazionale del Coni, inizia la prefazione al libro “Ho fatto centro”, la biografia di Oscar De Pellegrin, scritta dal campione di Sopracroda insieme a Francesca Mussoi e a Marco D’Incà.

“Ho fatto centro”, edito da Infinito Edizioni, verrà presentato domani, alle 20.30, al Teatro Comunale di Belluno. Una “prima” (ingresso libero) nella quale i tre autori racconteranno e si racconteranno. E alla quale interverranno in tanti: a partire da Luca Pancalli, presidente del Comitato italiano paralimpico, e Mario Scarzella, presidente di Fitarco.

Un libro che si legge tutto d’un fiato, “Ho fatto centro”. Un libro nel quale lo sport va oltre lo sport, pagine nelle quale i trionfi mondiali e olimpici sono l’occasione per raccontare un percorso di vita e diventano per il lettore un’opportunità per affrontare al meglio la quotidianità, nei più diversi ambiti. Si è messo a nudo, Oscar, raccontando non tanto o non solo della sua carriera sportiva ma anche, anzi soprattutto e per la prima volta in maniera così ampia, della sua vita privata. Per farlo, ha scelto Marco D’Incà, giornalista di Ponte nelle Alpi, e Francesca Mussoi, maestra elementare di Sedico autrice di alcune pubblicazioni dedicate ai bambini.

«Sapevamo che Oscar era stato “corteggiato” da vari giornalisti e scrittori, desiderosi di mettere nero su bianco il suo percorso sportivo. A maggior ragione dopo un finale di carriera degno di un romanzo, con l’oro conquistato all’ultima freccia di spareggio alle Paralimpiadi di Londra 2012. Per questo la sua telefonata, avvenuta nell’aprile 2016, ci ha piacevolmente spiazzati» raccontano Francesca e Marco. «Perché ha scelto noi? Ce lo siamo chiesti più volte, inutile nasconderlo. Uno dei motivi è legato al fatto che tutti e tre conviviamo con la disabilità. E sappiamo perfettamente cosa significhi affrontare le barriere: architettoniche, ma non solo. Tuttavia, i nostri percorsi di vita sono comunque molto diversi. Così come è diverso il nostro approccio al quotidiano, gli interessi, le esperienze che abbiamo affrontato. Ma la diversità è relativa. E può essere un valore aggiunto: un valore che abbiamo cercato di trasferire nelle pieghe del testo. Perché, in fondo, anche lo stesso Oscar è una persona ricca di sfumature».

“Ho fatto centro” ha richiesto quasi due anni di lavoro. «Ci ritrovavamo una volta a settimana, solitamente a casa di Marco. In giardino o in cucina, tra un caffè, qualche risata e momenti intensi dal punto di vista emotivo», dice ancora Francesca. «Oscar parlava a ruota libera, a seconda dell’argomento. Ed è proprio in quelle chiacchierate, nei ritagli di una vita piena, che abbiamo scoperto un uomo sensibile. Abbiamo conosciuto l’Oscar più intimo, più nascosto, ma forse anche il più vero».

«Con questa biografia Oscar si è messo in gioco per l’ennesima volta. Perché ha scelto di raccontare
gli aspetti più scomodi e difficili, senza limitarsi alla lunga carrellata di record, successi e medaglie» conclude Marco. «Anche in questa occasione, pur parlando di se stesso, si rivolge agli altri, offrendo stimoli, input e nuove prospettive: alle persone con disabilità. E non solo».

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