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Politica e comunicazione nelle opere di Resentera

Taglio del nastro per la mostra che resterà aperta fino al 29 aprile al museo Rizzarda di Feltre. Previste iniziative di coinvolgimento con laboratori dedicati anche alle scuole 

FELTRE. «Si tratta di una mostra che ha qualcosa di importante da dire, che dialoga con il territorio feltrino e che nel contempo ingloba al suo interno anche temi di attualità. Non si tratta della solita operazione di marketing, ma di un’esposizione che deve far riflettere i visitatori». Le parole dell’assessore alla cultura del comune di Feltre Alessandro Del Bianco hanno ufficialmente aperto la mostra intitolata “Le figure sui muri” dedicata all’artista feltrino Walter Resentera, le cui opere da oggi al 29 aprile 2018 saranno visibili nelle stanze della galleria d’arte moderna Carlo Rizzarda di via Paradiso.

Opere che si sviluppano con diverse tecniche e modalità di rappresentazione, dalla cartellonistica alla pittura murale senza tralasciare quelle dell’illustrazione. «Può sembrare strana», ha proseguito Del Bianco di fronte alla platea del teatro La Sena, «la scelta di dedicare una mostra ad un artista che ha operato durante l’epoca del regime fascista, ma in realtà i temi ad essa legati sono di stretta attualità, perché comunicazione e politica viaggiano sempre insieme. Come amministrazione ci sembrava giusto riflettere per l’appunto su come nacque la propaganda e sulle modalità e sui temi comunicativi ad essa correlati».

La mostra è suddivisa in otto sezioni che spaziano lungo l’intero asse temporale della vita di Resentera, dagli albori della fase milanese alla fase conclusiva passando per i momenti più importanti della sua esistenza di artista, scanditi dalla realizzazione di opere quali “Monti pallidi” e gli affreschi situati nelle centrali di Sovèrzene e Somplago ma anche da manifesti e non solo finalizzati all’apologia del regime fascista negli anni ’40 dello scorso secolo. Le sezioni relative all’illustrazione, alla biografia dell’artista, ai manifesti, alla pittura murale, alla propaganda di regime e infine a quelle della rappresentazione ritrattistica di personaggi della sua epoca e del controverso rapporto con il maestro Dudovih completano il quadro.

L’intervento del sindaco Paolo Perenzin, che ha ringraziato sia il comitato scientifico, che ha permesso la realizzazione del progetto della mostra nato due anni fa, sia gli sponsor come la Fondazione Cariverona, la Cassa di Risparmio del Veneto e tanti altri, tra i quali anche i comuni limitrofi di Pedavena e Seren del Grappa, cogliendo anche l’occasione per dare un ultimo saluto ad Anna Zugni Tauro, figura importante per la cultura feltrina scomparsa nel giorno di Santo Stefano hanno preceduto di fatto il successivo intervento di Tiziana Casagrande, curatrice della galleria Rizzarda, la quale si è concentrata sulla spiegazione contenutistica delle varie sezioni della mostra, sottolineando che essa «deve trovare riscontro nel territorio e per la quale verranno creati anche dei laboratori didattici con i quali auspico vengano coinvolte anche le scuole» spiegando che il fine della mostra dovrà essere quello di mettere in rilievo l’ecletticità di un artista che è stato testimone di un’epoca nella quale arte
e contesto storico politico convivevano in una sorta di simbiosi creativa.

Gli interventi dell’architetto Giuliana Zanella e di Michela Tessari hanno completato il quadro delle spiegazioni tecniche, dando il via alla mostra.

Dante Damin

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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