Tasso di mortalità, il Covid colpisce più donne che uomini: le statistiche comune per comune in provincia di Belluno

Il report congiunto dell'Istituto Superiore di Sanità e dell'Istat confronta il periodo tra marzo e ottobre del 2020 con il quinquennio precedente. Ecco cosa emerge in regione e in provincia

BELLUNO. Da marzo a ottobre 2020 il numero di decessi in provincia di Belluno è aumentato del 6,9% rispetto alla medie dei cinque anni precedenti. Incremento che arriva all’8,35% se prendiamo in considerazione gli over 65 anni.

È ciò che emerge dal rapporto Istat “Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente - Periodo gennaio-novembre 2020”. Passando in rassegna i mesi, emergono due grandi disparità rispetto al quinquennio 2015-2019: aprile ha fatto segnare un aumento del 32% dei decessi, ottobre il +23,8%.

Le tre fasi in Italia

Lo scenario di diffusione epidemica – spiegano da Istat – può essere sintetizzato in tre fasi. La prima fase compresa nel periodo da febbraio alla fine di maggio 2020 (prima ondata) si è caratterizzata per una rapidissima diffusione dei casi e dei decessi e per una forte concentrazione territoriale prevalentemente nel Nord del Paese.

Nella stagione estiva, da giugno a metà settembre (fase di transizione), la diffusione è stata inizialmente molto contenuta, ma alla fine di settembre si sono identificati focolai sempre più numerosi in tutto il Paese. A partire dalla fine di settembre 2020 (seconda ondata) i casi sono di nuovo aumentati rapidamente con un ritmo esponenziale su gran parte del Paese e solo da metà novembre si è osservato un calo dell’incidenza.

Nella seconda ondata resta invariata la prevalenza della componente femminile (54%), ma diminuisce la classe di età mediana dei casi: 45-49 anni rispetto a 60-64 anni della prima ondata. Cala, in percentuale, il dato dei contagi registrato nella popolazione molto anziana (80 anni e più) che passa da 26% nella prima ondata a 8% nella seconda. Tale diminuzione è verosimilmente dovuta all’aumentata capacità diagnostica tra le classi di età più giovani e nelle persone con sintomi meno severi.

La situazione nel Bellunese

Nei mesi di marzo e aprile, contemporaneamente alla diffusione dell’epidemia di Covid-19, si osserva un importante incremento dei decessi rispetto alla media del periodo 2015-2019: a marzo +6,8% (250 rispetto a una media quinquennale di 234) e ad aprile +32% (276 rispetto ai 209 della media 2015-2019).

Durante la prima fase dell’epidemia (marzo - maggio) si sono contati in provincia 730 decessi, 72 in più rispetto alla media dello stesso periodo del 2015-2019: 250 a marzo (+6,8%), 276 ad aprile (+32%) e 204 a maggio (-5,1%).

Nel periodo giugno-settembre, in corrispondenza con la fase di transizione della diffusione dell’epidemia di Covid-19, si è osservata una riduzione della mortalità totale che ha portato, il numero dei decessi in linea con i valori di riferimento del periodo 2015-2019: 189 a giugno (+1,2%), 132 a luglio (-5,5%), 199 ad agosto (-1,77%) e 202 a settembre (+2,2%). Viceversa, nel mese di ottobre 2020 tornano evidenti gli effetti della seconda ondata dell’epidemia sulla mortalità totale: 262 i morti complessivi rispetto ai 211 della media dei cinque anni precedenti (+23,8%).

La differenza tra sessi nell'indice di mortalità

Nella seconda ondata resta invariata la prevalenza della componente femminile (54%), ma
diminuisce la classe di età mediana dei casi: 45-49 anni rispetto a 60-64 anni della prima ondata. Cala,
in percentuale, il dato dei contagi registrato nella popolazione molto anziana (80 anni e più) che passa
da 26% nella prima ondata a 8% nella seconda. Tale diminuzione è verosimilmente in gran parte dovuta
all’aumentata capacità diagnostica tra le classi di età più giovani e nelle persone con sintomi meno severi.

Così in Veneto. Ci sono Comuni in cui la percentuale di decessi femminile nel 2020 rispetto ai cinque anni precedenti è davvero impressionante: da segnalare tassi d'incremento del 471,4 per cento a Barbona (Padova), a Lastebasse (400%) nel Vicentino, a Pincara (164,7%) nel Rodigino, a Lozzo di Cadore (257,1% dove però altri Comuni della stessa vallata registrano incrementi notevoli nei decessi dei maschi: 400% a Perarolo, 300 a Selva, 221 a Vigo. Certo, trattandosi di piccoli comuni va sempre considerato che l'incremento percentuale potrebbe corrispondere a un numero assoluto inferiore a quanto si potrebbe immaginare.

Istruzioni. In questa infografica trovate la differenza nel tasso di mortalità Covid tra il quinquennio 1915-2019 e il 2020, sempre nel periodo dal primo marzo al 31 ottobre, suddiviso per sesso. Per sfogliare le 29 schermate cliccate sulla freccia qui sotto a destra. Se invece vi interessa un singolo Comune, usate il search (lente d'ingrandimento) qui sotto a sinistra.

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