Contenuto riservato agli abbonati

Zaia spinge per la promozione congiunta tra le Dolomiti e le colline del prosecco

Il governatore punta su un'azione di marketing per tutto il territorio. Il presidente di Fondazione Unesco: "No agli assalti estivi dei monti"

BELLUNO.  «Bisogna già muoversi, come siti Unesco, per le Olimpiadi del 2026. Magari approfittando dei prossimi Giochi di Tokio». Luca Zaia, governatore del Veneto, dà la carica. Sia alla Fondazione Dolomiti Unesco, sia all’assemblea dei soci, convocata ieri per la prima volta, delle Colline Unesco di Conegliano e Valdobbiadene. «Dolomiti e Colline» ha detto Zaia «debbono lavorare in abbinata. Bisogna iniziare la promozione, facendo capire che le Olimpiadi di Cortina si svolgono in contesti ambientali unici, che sono nelle condizioni, anzitutto di naturalità, tali da attrarre i turisti esigenti del post pandemia».
 
A Conegliano l’associazione Unesco ha nominato il proprio direttore, scegliendo Giuliano Vantaggi. A Belluno la Fondazione Dolomiti Unesco ha ascoltato le tre candidate alla direzione. Pura coincidenza? Si, ma lo stesso Zaia ha raccomandato di mettersi subito in movimento per portare in questi territori “non un turismo di massa”, ma quei villeggianti che dopo i lunghi lockdown vogliono respirare a pieni polmoni non solo l’aria pura ma anche la bellezza. «In aree», ha ricordato Zaia «dove i vincoli ambientali si rispettano, ma permettendo all’uomo di conviverci».
 
A Belluno, l’assessore Federico Caner, si è diviso, ieri mattina, fra le due videoconferenze. «Attraverso l’attività degli organismi Unesco» ha poi commentato Caner «potremo sviluppare nuove e sempre più mirate azioni di tutela, ma anche di promozione. Nel panorama turistico regionale e nazionale stiamo assistendo all’affermarsi di un turismo sempre più attento a quelle destinazioni che fanno dell’ambiente, della produzione tipica e della qualità del paesaggio i loro punti di forza e in questo senso le Dolomiti e le Colline sono tra quelle che hanno grandi capacità attrattive».
 
Il presidente della Fondazione, Mario Tonina, si sintonizza sulla stessa lunghezza d’onda, ma anticipa che il compito affidato alla prossima Direzione, in continuità peraltro con quella di Marcella Morandini, è di promuovere la sostenibilità delle Dolomiti evitando la massificazione anzitutto turistica. «Dovremo vigilare ed organizzarci perché per un approccio più ordinato alle bellezze delle terre alte. Gli “assalti” non fanno bene alle montagne, tanto meno ai villeggianti, oltre a chi vi abita». Nella stessa promozione occorre essere prudenti in modo da accogliere quegli arrivi e quelle presenze, è la riflessione di Tonina, che le valli o i passi possono contenere. Se il Club alpino italiano sollecita pianificazioni e regolamentazioni, la Fondazione Dolomiti Unesco ci va poco distante. Ed ecco che per l’estate, Tonina e collaboratori puntano su eventi di qualità, tali però da non richiamare i grandi numeri. E la stessa valorizzazione dei rifugi – specifica il presidente – si muove in questa prospettiva. Quella, appunto, della sostenibilità. 
 
Intanto il consigliere regionale del Pd Andrea Zanoni sollecita la Regione a fornire i documenti alla Fondazione Dolomiti Unesco, riguardanti i progetti sugli impianti di collegamento tra Cortina, Arabba ed Alleghe, su cui il Pd ha presentato un’interrogazione. «Sono carte attese da oltre un anno. È un atteggiamento paradossale se non ridicolo, visto che l’assessore Caner siede sia nel Cda della Fondazione che in giunta: chiede a se stesso della documentazione e poi se la nega. Sembra un film, Caner contro Caner. Speriamo però che arrivino presto i titoli di coda». Ancora, però, non esistono progetti dei collegamenti, come ha fatto sapere la stessa società promotrice. —
 
Video del giorno

Il rinoceronte operato di cataratta: per Hugo un'anestesia che ucciderebbe 14 persone

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi