Prade sfiduciato dalla maggioranza

Bocciata la manovra di bilancio, si rischia di tornare a votare a marzo

BELLUNO. Con 15 voti a favore, 22 contrari e 2 astenuti, la manovra di bilancio è stata bocciata dal consiglio comunale di ieri. Ora il sindaco Antonio Prade ha 20 giorni di tempo per salvare la sua amministrazione, ma la situazione appare vicina all’irreparabile. Il voto sfavorevole sfiducia Prade, unico sindaco del Pdl di un capoluogo Veneto e il Comune di Belluno si trova a un passo dal commissariamento e da un nuovo voto amministrativo a fine marzo. La procedura prevede la comunicazione alla Prefettura della mancata approvazione della verifica dello stato di attuazione dei programmi e del riequilibrio generale di bilancio. Il prefetto dà 20 giorni per riconvocare il consiglio comunale per l’approvazione dell’atto dovuto. Se il consiglio boccerà di nuovo la manovra, verrà nominato un commissario ad acta e il ministero dell’Interno scioglierà il consiglio comunale e indirà nuove elezioni. A meno che Prade, vedendo che non c’è speranza, non si dimetta prima.

Tutto esaurito. Per la prima volta l’aula di Palazzo Rosso, ieri pomeriggio, era al completo. Il gruppone del Popolo delle Libertà si è presentato compatto (unico assente giustificato Moreno Pavei), ma lo “sforzo” dei più assenteisti aveva un unico scopo: far cadere il sindaco. La situazione è rimasta incerta fino all’ultimo momento, con una conta continua dei favorevoli e dei contrari. L’assessore al bilancio Tiziana Martire ha esposto la sua relazione, il sindaco ha difeso la manovra: «E’ un bilancio equilibrato e spendibile e si inserisce in un quadro che produce grandi frutti, nonostante la povertà delle risorse. I frutti sono merito anche della dialettica interna, del contraddittorio presente in questa alleanza politica», ma i ringraziamenti di Prade non hanno colpito al cuore dei dissidenti. Il “complotto”. Ad annunciare la fine è Carlo Giuliana (g. misto), parlando di complotto in atto per far cadere il sindaco e definendosi “schifato”: «Oggi è l’ultimo giorno dell’amministrazione Prade». Poi l’attacco dell’opposizione affidato ad Attilio Sommavilla, che entra nel merito della manovra criticandone i contenuti e ricordando lo sforamento del patto di stabilità per 1,6 milioni di euro.

L’affondo. La nebbia si dirada quando prende la parola Francesco La Grua, consigliere Pdl e presidente della commissione bilancio: «Il sindaco invoca il confronto, ma a me le carte sono arrivate mercoledì e giovedì ne abbiamo parlato in commissione. Il confronto non si fa così. E poi, se ci accontentiamo di un equilibrio contabile, sindaco, giunta e consiglio comunale non servono, bastano gli uffici della Prefettura», La Grua protesta anche per la rimozione dell’assessore Dal Pont e per la nomina di Vescarelli alla Sersa.

Diverse le motivazioni di Orazio Da Rold (Pdl): «Il mio voto è contrario per protesta. E’ vero che l’amministrazione sta facendo tante cose positive, ma la situazione politica è tale da richiedere una verifica a livello provinciale e regionale. Questo bilancio è meglio del solito, è stato fatto un buon lavoro, ma i litigi stanno arrecando grave danno al partito. La verifica è anche sui partner politici, su Udc e Lega, su assessori che si astengono. Io non ci sto più». I contrari. Oltre all’opposizione, hanno votato contro 7 consiglieri del Pdl: Domenica Piol, Michele Palumbo, Francesco La Grua, Antonio Marrone, Mario Visone, Orazio Da Rold e Antonio Uneddu, consigliere da due ore. Astenuti Orso Grigio e Stefano De Gan (Lega).
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