Bilancio: Dolomiti Ambiente è in vendita

Palazzo Piloni sede della Provincia

La Provincia di Belluno ha deciso di cedere parte delle sue quote per 1,5 milioni

BELLUNO. E' Dolomiti Ambiente la società "sacrificata" per far quadrare i conti della Provincia. Dopo una lunga discussione, ieri la giunta di Palazzo Piloni ha raggiunto l'accordo sulle quote societarie da vendere. Diversamente da quanto si è detto nei giorni scorsi, l'amministrazione provinciale ha deciso di toccare solo una delle sue società partecipate, quella che si occupa dello smaltimento dei rifiuti. Attualmente Palazzo Piloni possiede l'84,79% delle quote di Dolomiti Ambiente e ne venderà l'equivalente di un milione e mezzo di euro, cioè tra il 50% e il 60%. Per statuto, almeno il 51% delle quote di Dolomiti Ambiente deve restare in mano pubblica.
La Provincia farà un bando, il cui contenuto è tutto da studiare, ma sembra che i primi destinatari dovranno essere enti pubblici locali.
La manovra che recupera gli 8 milioni di euro mancanti a causa dei tagli del governo, quindi si riassume in tre azioni principali. Il taglio più imponente è a Veneto Strade: 1,5 milioni di euro in meno per la viabilità ex Anas e 1,4 milioni per le strade provinciali storiche. Poi c'è il milione e mezzo recuperato dalla vendita delle quote di Dolomiti Ambiente e un altro milione abbondante dovrebbe arrivare dalle alienazioni di due immobili, in via Psaro a Belluno e a Canale d'Agordo. I conti si chiudono con economie varie, mezzo milione di avanzo di amministrazione e riduzione dei contributi. Il documento di bilancio verrà sottoposto alla maggioranza domani, poi andrà in commissione e infine in consiglio provinciale, ma la seduta potrebbe essere convocata dopo la scadenza ufficiale del 30 giugno.
Ovviamente resta la speranza di ottenere uno stanziamento straordinario dal governo e i contatti con Roma sono quotidiani. In quel caso tutto verrebbe rivisto: «C'è sempre la possibilità di fare un assestamento di bilancio», dice il presidente Gianpaolo Bottacin. «Molti altri enti hanno approvato il bilancio a dicembre, prima dei tagli, e ora dovranno assestare al ribasso». E a chi invoca le dimissioni, Bottacin risponde: «Potremmo anche andare a casa, ma arriverebbe un commissario che farebbe tagli con l'accetta come noi, ma noi stiamo facendo il possibile per salvare l'ente, ripristinando le risorse necessarie».
L'assessore al bilancio, Michele Carbogno, aggiunge: «E' una manovra pesante, ma dà certezza nei numeri al bilancio. Si toglie azione politica all'ente, ma nell'attesa che arrivi il riequilibrio da parte del governo è studiata per intaccare il meno possibile gli interessi più importanti dei cittadini e del territorio. A dispetto delle chiacchiere, non abbiamo mai avuto intenzione di cedere quote di una società come Dolomitibus, che dà un servizio di natura sociale fondamentale e che intendiamo difendere, senza ridurre in nessun modo». (i.a.)

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