Alla cena popolare di Calalzo i sindaci servono ai tavoli

Primi cittadini e amministratori portano i piatti alle tavolate che accolgono paesani e turisti.

CALALZO. A trottare fra i tavoli, nella piazza centrale, per la “cena popolare”, sono i pubblici amministratori come camerieri, sindaci, assessori, consiglieri. E non solo di Calalzo. C’è la sindaca di Pieve, c’è l’amico Andrea Franceschi che qui tutti chiamano sindaco (di Cortina, ma in esilio a San Vito), c’è Pierluigi Svaluto di Perarolo, c’è l’assessore Andrea Golin di Auronzo e di altri Comuni.

Sono abili, questi inservienti del tutto particolari, quando si tratta di anguillare tra i possibili intrighi politico-ammninistrativi dei loro Comuni, ma pur dandosi molto da fare, qualche volta inciampano fra sedie e tavoli. Una risata ripaga. D’altra parte tutti li vogliono, e più in fretta possibile, perché la polenta ed il pastin non possono essere consumati freddi. Sarebbe una tragedia. Semmai i fagiolini. Ma le patatine fritte, assolutamente no. La birra e la minerale, invece, sì. È po’ affranta l’Antonia, più leggero l’Andrea. I volontari del gruppo Natura ci sanno proprio fare con la cucina e non consentono un attimo di pausa ai porta-piatti.

«Siamo tutti amici, condividiamo i valori essenziali, al di là delle divergenze politiche, quindi abbiamo una ragione in più di metterci in gioco a servizio della nostra gente», dice Franceschi. «La politica è servizio o non è», fa sintes la Ciotti. De Carlo si guarda intorno, ride e sorride, ma gli si legge sul volto un cruccio. «Ci prendiamo una pausa da una battaglia indefessa, noi e i nostri colleghi, contro la disoccupazione. Si dice che si vedono i primi segnali di ripresa. Ma qui ancora no». Passano le ore, scende la sera, i sindaci-camerieri sono stanchi, vorrebbero fermarsi per assaporare anche loro il pastin che lancia profumi fin dentro la Val d’Oten. Ma il “capo” è severo. Luca rimanda a dopo. A dopo le 23, quando la corsa dei politici, rigorosamente in maglietta “Io amo Calalzo” (“ma non è un tradimento di Pieve”, assicura Ciotti), si avvierà a conclusione.

Francesco Dal Mas

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