Fusione dei Comuni «È l’unica strada per poter respirare»

Longarone. L’assessore al bilancio Donato D’Incà spinge «Solo così avremo economie di scala e benefici economici»

LONGARONE. «Se le cose non dovessero cambiare, il 2014 sarà un anno ancora più duro, soprattutto perché si stringeranno i vincoli del Patto di Stabilità».

Non lasciano spazio ad interpretazioni le parole dell’assessore longaronese al bilancio Donato D’Incà. Nel corso del 2013 l’amministrazione ha dovuto fare i conti con incertezze di bilancio e margini sempre più stretti di manovra, e autonomia, dovuti ad una legislazione statale soffocante.

«L’unica speranza per avere più ossigeno è che la fusione con Castellavazzo vada in porto» continua l’assessore «Oltre ai benefici economici, alle possibili economie di scala, ai maggiori trasferimenti, e all’esenzione dal Patto di Stabilità per due anni oltre a quello in cui nasce il nuovo ente, la fusione potrebbe essere l’occasione per impostare ex novo un nuovo bilancio, riprendere in mano tutte le voci di spesa dei vecchi Comuni, realizzando un’attenta analisi della spesa. Per tre anni saremo esentati dal Patto di Stabilità, ma salvo eventuali cambiamenti normativi, quei tre anni saranno solo una parentesi che dovrà consentire di arrivare preparati ad amministrare territorio e cittadini. È fondamentale sfruttarli al meglio, per riorganizzare e rendere più efficiente la struttura comunale».

Un occhio guarda avanti, verso le possibilità che la fusione può garantire, e l’altro guarda indietro, alla storia delle due comunità. Nell’opuscolo distribuito nei giorni scorsi agli abitanti è messa in rilievo la storia condivisa, da sempre, dalla gente che abita questi territori. Vi contribuirono la vicinanza, lungo l’unica strada romana, divenuta poi strada di Alemagna, l’influsso, sia economico che sociale, che ebbe sugli agglomerati il Piave, che per secoli costituì la strada maestra della gente, e la conformazione orografica del territorio, dove gli abitanti condivisero una medesima economia agro - silvo - pastorale. Castellavazzo ha origini antiche, come vi testimoniano i reperti archeologici trovati nel luogo risalenti all’epoca romana: il vero centro militare, amministrativo ed economico della vallata. Ruolo accentuato con la costruzione della chiesa sede della Pieve di Lavazzo. Castellavazzo allora controllava tutta l’area fino a Soverzene, Igne e Casso. Longarone perciò, sebbene di più modeste e meno importanti origini, sin dall’inizio fu unita a Castellavazzo. Longarone emerse come centro solo dal XVII secolo: il primo atto di “indipendenza” fu l’istituzione della parrocchia, e da allora divenne riferimento principale della vallata. I due Comuni, per come li conosciamo ora, si costituirono agli inizi del ‘800, sotto la dominazione francese, ma i rapporti tra comunità, anche in termini di condivisione dei servizi, non cessarono mai.

Michele Giacomel

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