«Sbloccate i fondi Odi» i sindaci scrivono a Renzi

Questa mattina parte la missiva inviata da quindici primi cittadini bellunesi «I progetti sono pronti e i soldi ci sono, non c’è motivo per non erogarli subito»

BELLUNO. Soldi, subito. I Comuni di confine chiedono lo sblocco immediato dei fondi Odi. Lo fanno attraverso una lettera, che sarà spedita questa mattina al presidente del Consiglio Matteo Renzi, ai ministri Pier Carlo Padoan (economia) e Maria Carmela Lanzetta (affari regionali e autonomie), ai Sottosegretari Graziano Delrio e Gianclaudio Bressa. In calce ci sono le firme dei sindaci di Arsiè, Auronzo, Canale, Cesiomaggiore, Comelico Superiore, Cortina, Falcade, Feltre, Gosaldo, Lamon, Livinallongo, Rocca Pietore, Sovramonte, Taibon e Voltago. La richiesta è relativa ai finanziamenti Odi - Brancher degli anni 2010/11 e 2012 (per il 2013 non c'è ancora il bando): «Non vi è alcuna ragione di diritto per cui tale versamento debba attendere», scrivono i quindici sindaci.

«Ci sono invece un pronunciamento della Corte costituzionale, le convenzioni firmate e valide (con l'Odi, ndr), l'esposizione economica di taluni Comuni, che indicano in maniera univoca che tale sblocco deve avvenire subito». Alcuni Comuni, infatti, hanno dovuto procedere con gli interventi per i quali avevano ricevuto la promessa di finanziamento, per non perdere altri contributi che servivano per cofinanziare i lavori. Sbloccare i fondi è impellente, «tanto più nella situazione di assoluta difficoltà economica nella quale i nostri Comuni versano, a differenza dei confinanti trentini e altoatesini: il Fondo è stato costituito essenzialmente per operare una doverosa perequazione la quale invece, ad oggi, è rimasta solo sulla carta», continua la lettera.

«In un periodo di crisi come questo è incredibile che risorse così preziose, in grado di dare respiro alle nostre economie, rimangano nei conti correnti». I sindaci chiedono anche a Renzi, Padoan, Lanzetta, Delrio e Bressa di essere coinvolti «negli incontri che porteranno alla convocazione del tavolo per l'intesa sulla gestione futura del fondo: non è in alcun modo pensabile che i criteri generali per la gestione di risorse essenziali per i nostri territori vengano definiti senza di noi».

Le ultime tre parole sono evidenziate nel testo con una sottolineatura, a indicare una presa di posizione decisa. La lettera si conclude con la richiesta di convocare quanto prima il tavolo per raggiungere in fretta «l'intesa, necessaria allo sblocco di questa situazione insostenibile e ingiusta».

La legge di stabilità, infatti, ha stabilito che la gestione futura del Fondo dovrà essere stabilita in base all'intesa tra le due Province autonome di Trento e Bolzano, le Regioni Lombardia e Veneto, il ministero dell'Economia e delle Finanze e il Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio. Ma «nella stessa legge si conferma lo stanziamento annuale pari a 80 milioni di euro, e non si condiziona in alcun modo all'intesa il versamento delle somme non ancora corrisposte da parte delle Province autonome». Bolzano non ha ancora versato le quote relative al 2011 e al 2012, la Provincia di Trento non ha versato la quota 2012. Eppure, ricordano i sindaci, l'Odi ha emanato sia il bando 2010-2011, con copertura di 160 milioni di euro, sia quello 2012, con una copertura di 80 milioni di euro. «Le graduatorie di ambedue i bandi sono state regolarmente licenziate e approvate». Ma i sindaci non hanno visto un centesimo e, stanchi di aspettare, si sono attivati.

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