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Bilancio 2014, tagliati gli sfalci

A Rivamonte il previsionale è 997 mila euro, priorità all’illuminazione pubblica

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RIVAMONTE. «Nei prossimi mesi speriamo di riuscire a trovare 5 mila euro per gli sfalci sul territorio». A tanto sono dunque arrivati i piccoli comuni di montagna? Stando a quello che ha detto il sindaco di Rivamonte Agordino, Valter Todesco, nel corso del consiglio comunale di giovedì sera, la risposta è sì. Nella situazione attuale, in sede di approvazione del bilancio di previsione 2014, è impossibile trovare 5 mila euro da versare poi come contributo ai cittadini che da qui a settembre falceranno i prati del comune.

Questo all'indomani dello scandalo del Mose dal quale sono emerse cifre considerevoli. Stridono e indignano queste cifre tanto più se paragonate a quelle del bilancio di un comune come Rivamonte. Un bilancio di 997.930 euro, di poco inferiore allo “stipendio” annuo che, secondo gli inquirenti, l'ex presidente del Veneto Giancarlo Galan avrebbe percepito per diversi anni dai costruttori del Mose.

Alla voce entrate ci sono 452.210 euro di entrate tributarie (108 mila di Imu, 80 mila di Irpef, 166.500 di trasferimenti dello Stato stimati in via prudenziale, 81 mila di Tari, 12.400 di Tasi), 14.910 di fondi di sviluppo di investimento, 96.510 di entrate extratributarie (fra cui spiccano 10 mila euro dalla cava di Franche, 16.800 euro di lotti boschivi, 15 mila euro di sovracanoni demaniali e 16 mila euro di concessioni cimiteriali), 41.500 di entrate in conto capitale, 154.300 di anticipo di tesoreria, 161 mila euro di partite di giro. A ciò va aggiunto anche l'avanzo di amministrazione di 76.500 euro.

Fra le spese 565.463 euro di spese correnti, 97 mila di spese in conto capitale, 173.467 per spese di rimborso prestiti, 162 mila euro di spese per servizio per conto terzi. Fra i lavori che l'amministrazione conta di realizzare ci sono il rifacimento dei serramenti comunali (30 mila euro dal Gal e 18 mila del Comune), il tetto delle ex scuole dei Tos per cui si è reso necessario aggiungere altri 17.700 a quelli previsti dal progetto iniziale.

Sulla mancanza di una programmazione a lungo termine ha attaccato la minoranza con il capogruppo Nino Deon. «Sappiamo le difficoltà che ci sono» spiega, «ma vogliamo sapere quelle che sono le priorità per la maggioranza. Vogliamo anche sapere a che punto è la convenzione con la ditta De Prà per la concessione della cava di Franche, vogliamo una relazione del sindaco sullo stato dell'arte dei Pati e sulla questione di Bim Gsp perché oggi è chiaro che, senza i soldi che ci spettano, questo ente non può continuare a vivere». Il sindaco Todesco ha risposto di non voler scrivere il “libro dei sogni” senza avere certezze sui possibili finanziamenti. Le priorità sono il rifacimento per stralci dell'impianto di illuminazione delle frazioni, le asfaltature, i muretti di sostegno lungo la strada di Lach.

Gianni Santomaso

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