I marciapiedi come forme di gruviera

Le corsie per i pedoni sono sempre più rattoppate e pericolose. De Moliner: «Finché si pensa ad asfaltare la Calmada...»

BELLUNO. I pedoni tra i buchi. Chiede più attenzione chi grattugia le proprie suole sui marciapiedi cittadini. Che non sono più delle corsie preferenziali al riparo dalle quattro ruote, ma delle forme di gruviera. Una piccola giungla d’asfalto. I più giovani se la cavano con slalom speciale o gigante, ma gli anziani rischiano una distorsione alle caviglie o un capitombolo ogni due passi e chissà che non succeda mai. Qualche lavoro, anche costoso è stato fatto, tipo i 100 mila euro di via Montegrappa. Alcuni rattoppi in asfalto ci sono stati, come in via Travazzoi. Ma rimane ancora molto da fare.

I casi più disperati rimagono quelli di via Fratelli Cairoli e via Bolzano, ma nella lista nera ce ne sono tanti altri: via Vittorio Veneto, sopra piazzale della Resistenza; viale Fantuzzi, soprattutto sul lato palazzo di giustizia; via Pellegrini, dal semaforo di Baldenich a Cavarzano e via Doglioni, in direzione del ponte degli Alpini. Solo per buttare lì degli esempi: «Ho presentato parecchie interrogazioni, nel corso degli anni», sottolinea il consigliere del partito Democratico, Roberto De Moliner, «il guaio è che nessuno ascolta il grido di allarme di chi preferisce muoversi a piedi. In un certo senso, capisco l’atteggiamento della giunta comunale, se davvero si pensa di più ad asfaltare la strada bianca della Calmada, ma non lo condivido. Vedo che sono previste asfaltature per 200 mila euro in diverse zone della città, ma si continua a pensare troppo poco alla salvaguardia dei pedoni».

Le raccolte di firme, sotto le petizioni spesso non bastano. Ce ne sono collezioni, sia per Bolzano Bellunese che per via Vittorio Veneto: «Il marciapiede della frazione in cui abito è in condizioni sempre più disastrate e andrà a finire che un giorno crollerà, con effetti imprevedibili. Mi auguro che, in quel momento, non transiti nessuno, perché sarebbe un grosso problema, anche per il Comune di Belluno. Non parliamo di quello di via Cairoli, ma sono solo le situazioni più allarmanti. Un po’ dappertutto ci sono dei problemi, più o meno pesanti e mi sembra che si faccia troppo poco per risolverli».

Un medico specialista in marciapiedi cosa consiglierebbe, visto quanto costano anche solo i cordoli? «Interventi mirati, dovunque sia possibile. Non abbiamo bisogno del grande lavoro in un’unica zona, ma di mettere a posto tanti tratti, in giro per il territorio. Di lamentele ne raccolgo tantissime e spesso si trasformano in interrogazioni, ma bisognerebbe che fossero gli stessi cittadini a farsi sentire con chi governa la nostra città e non soltanto con me. Più è alta la voce e maggiori sono le possibilità che venga ascoltata, dove è possibile fare qualcosa».

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