«Non è così che si aiuta il turismo»

Guide naturalistiche contro alpine nella gestione dei frequentatori di montagna

BELLUNO. È scontro tra guide naturalistiche e guide alpine. Motivo del contendere il loro ruolo turistico all’interno della montagna. Una diatriba che è sorta dopo l’approvazione della norma regionale che prevede l’introduzione di una nuova figura all’interno delle molteplici che operano in ambiente montano, cioè le guide di media montagna. «Queste ultime, praticamente», precisa Gianfranco Valagussa, tra le 20 guide naturalistiche che operano in provincia, «fanno quello che facciamo noi guide naturalistiche, tranne che noi siamo tutti laureati in biologia, geologia o altre discipline legate al territorio, mentre le prime possono avere soltanto un diploma di terza media e diventano guide dopo un corso di formazione che viene tenuto tra l’altro dalle guide alpine. E queste ultime, sappiamo bene, che non fanno accompagnamento turistico, ma attività sportiva in montagna. Le guide naturalistiche portano gruppi numerosi di turisti, non promuovono l’uso dell’eliski, tutt’altro. Non andiamo ad arrampicare, ma a conoscere le piante e la fauna che popola i nostri monti. Sono obiettivi totalmente diversi dalle guide alpine, che invece una legge regionale vuole accomunare. Ma non è possibile», dice ancora Valagussa, che poi aggiunge: «Credo che questa situazione non aiuti il turismo in montagna che già soffre di una crisi molto pesante. Servirebbe, invece, mettere insieme le forze per essere maggiormente competitivi e più accattivanti nelle offerte. Ma tant’è. In questo modo si crea soltanto un clima di tensione e di antagonismo che non fa bene a nessuno», prosegue la guida. «La Regione ancora una volta non ha tenuto conto del nostro ruolo all’interno del panorama degli operatori montani. Noi però andiamo avanti con il nostro lavoro, continueremo a fare i nostri corsi di base, di formazione per chi vuole far conoscere le bellezze della montagna». (p.d.a.)

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