L’Autan usato per il fuoco costa l’inchiesta agli scout

La procura sta ricostruendo cosa è accaduto nel campo sopra Ospitale. L’ipotesi di reato è accensioni pericolose però non si esclude quello di lesioni

BELLUNO. Autan usato come Diavolina? L’imprudenza costa un’inchiesta della procura della repubblica di Belluno ai boy scout di Vedelago, che hanno acceso il fuoco con il repellente per le zanzare, durante un campeggio nei boschi di Ospitale di Cadore. L’ipotesi di reato è quella di accensioni pericolose, articolo 703 del codice penale: lo viola chi, senza la licenza dell'autorità, in un luogo abitato o nelle vicinanze o ancora lungo una pubblica via o in direzione di questa spara armi da fuoco, accende fuochi d'artificio, lancia razzi e innalza aerostati con fiamme o in generale fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con un'ammenda fino a 103 euro. Se poi il fatto è commesso in un luogo con altra gente o partecipazione di persone, la pena è dell'arresto fino a un mese. È questo il caso.

L’inchiesta è appena all’inizio e, lungo il sentiero, potrebbe coinvolgere anche le lesioni. Quattordici scout sono stati curati e dieci hanno passato la notte in osservazione tra gli ospedali di Belluno e Pieve di Cadore per un’intossicazione dovuta all’inalazione di un mix di fumi tossici. Questa la diagnosi formulata dai medici delle due pediatrie la sera di mercoledì scorso. Sono tutti minorenni, ecco perché sono stati ospitati in questi reparti e non tra gli adulti.

Il gruppo era accampato a Ronci e, all’ora di cena, qualcuno aveva deciso di non seguire attentamente le avvertenze e le modalità d’uso, spruzzando questo prodotto sulla legna, in maniera da favorire l’accensione del fuoco necessario a preparare il rancio, da consumare nelle tende.

Le esalazioni prodotte da uno dei repellenti più amati da chi ha il sangue dolce e non sfugge al morso degli insetti, avrebbero provocato i primi malesseri, fino ad arrivare alle intossicazioni e all’indispensabile ricorso alle cure mediche, a partire dall’ossigenoterapia. Ma non è stata colpa del più comprensibile monossido di carbonio prodotto da una stufa difettosa: la colpa invece è stata dei vapori dell’Autan usato in maniera completamente impropria.

Sono stati gli stessi scout intossicati a raccontare con questi dettagli la loro disavventura ai dottori e il giorno dopo i responsabili regionali dell’Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani), Barbara Battilana e Mauro Montagner hanno ammesso che si è trattato di «un errore sul quale riflettere». L’Autan è un prodotto fortemente infiammabile e la stessa ditta produttrice, la Johnson avverte che diventa pericoloso se inalato in maniera troppo abbondante.

L’inchiesta della procura servirà a stabilire se ci sono dei responsabili tra gli accompagnatori e, in questo caso, di che cosa potrebbero essere accusati in sede penale.

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