Servizi gratuiti per due anni alle imprese gestite da under 40

BELLUNO. Per incrementare il numero delle imprese “giovani”, il gruppo Giovani imprenditori di Confindustria offrirà l’iscrizione gratuita all’associazione e al gruppo per 24 mesi. L’opportunità è...

BELLUNO. Per incrementare il numero delle imprese “giovani”, il gruppo Giovani imprenditori di Confindustria offrirà l’iscrizione gratuita all’associazione e al gruppo per 24 mesi. L’opportunità è rivolta alle imprese che esistono da non più di 36 mesi: in caso di aziende individuali devono essere gestite da imprenditori tra i 18 e i 40 anni; se invece sono società di persone o cooperative, devono essere costituite da almeno il 60% di giovani (sempre fino ai 40 anni); in caso di società di capitali, infine, i due terzi delle quote di partecipazione devono essere in mano ad under 40 e la stessa proporzione deve valere anche per gli organi di amministrazione. L’impresa non dovrà essere costituita in seguito a fusione, scissione o cessione di azienda e ramo di azienda.

«Vogliamo facilitare chi vuole fare impresa», dice Elena Pison, presidente del gruppo Giovani imprenditori di Confindustria, «e far entrare nuova energia nell’associazione. Sono ancora troppo pochi gli under 40 che hanno un’impresa nella nostra provincia».

Un dato che contraddistingue negativamente il territorio bellunese rispetto al Veneto, ma anche all’Italia. «Il Bellunese si caratterizza per una bassa propensione all’imprenditorialità», precisa il direttore degli Industriali, Marco Melchiori. «Attualmente il nostro territorio è agli ultimi posti in Italia per crescita imprenditoriale: su 105 province, nel 2013 eravamo al 96° posto, un tasso negativo, quindi, ed è per questo che vogliamo agevolare la nascita di imprese giovani».

Sul numero complessivo di aziende attive del Bellunese al 31 dicembre 2013 (14.859) quelle gestite da giovani (dai 18 ai 29 anni) erano il 4,5% (668). Si tratta per lo più di imprese di servizi concentrate nel settore dell’assicurazione, del credito (finanziarie), ma anche nei campi dell’agricoltura e delle costruzione; solo all’ultimo posto troviamo le aziende manifatturiere.

«Siamo in sofferenza», continua Melchiori, «ma se andiamo a vedere la durata di queste aziende, ci rendiamo conto che le nostre resistono di più rispetto alle altre: il 66,6% delle imprese nate nel 2010 erano ancora attive lo scorso anno. E questo è il dato più alto in Italia. Significa che abbiamo la capacità e le competenze per creare imprese di successo. Perché non provarci?». (p.d.a.)

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