«Da noi le pizze sono buone e di qualità»

Dopo la denuncia di Report sulle pizzerie italiane, interviene l’Ascom: «Dipende dalla professionalità»

BELLUNO. Ingredienti di bassa qualità, forni sporchi, contenitori non igienici con elementi cancerogeni: è ciò che è stato mostrato dal programma “Report” su Raitre, in una sorta di viaggio nelle pizzerie italiane: da Napoli a Roma, da Milano a Venezia, fino a Firenze.

«I pizzaioli», dice Bernardo Iovene, autore dell’inchiesta, «hanno l’abitudine di non pulire il forno, tra fumi e farina carbonizzata la pizza può rappresentare un rischio per la salute. Abbiamo fatto analizzare le pizze in un laboratorio specializzato sugli idrocarburi negli alimenti e i risultati sono stati pessimi».

Nell’inchiesta sono finiti sotto la lente di ingrandimento il mercato delle pizze surgelate, le scatole per la pizza da asporto (è emerso che il cartone più utilizzato è illegale), gli ingredienti e le farine usati nelle varie città italiane».

Ma gli addetti del comparto non ci stanno a passare per quelli che somministrano prodotti “non buoni”: «Ci sono delle norme e regole per tutti quelli che somministrano. Certo che, come in tutti i settori lavorativi, ci sono persone che lavorano bene e altre male. Tocca al cliente scegliere a chi rivolgersi», sottolinea Rosanna Roma, referente dell’Ascom per la ristorazione.

«Da noi in generale si punta sulla qualità e sull’utilizzo di prodotti locali, anche perché, se uno lavora bene, manterrà la propria clientela a lungo. Non possiamo dimenticare, inoltre, che in provincia i controlli da parte degli enti preposti sono costanti: se uno sgarra non se la cava».

Parla di attenzione al prodotto anche il direttore di Confcommercio, Luca Dal Poz, che anticipa: «Proprio per l’importanza che le pizzerie rivestono all’interno del tessuto economico territoriale, stiamo pensando di prevedere un comparto esclusivo per loro, visto che svolgono un’attività diversa rispetto alla normale ristorazione come la intendiamo».

Per il direttore dei commercianti, «di pizzerie in provincia ce ne sono parecchie e di buon livello. Molte stanno innovando anche dal punto di vista del format: stanno realizzando cose a mio parere pregevoli e originali sull'offerta e sulla qualità dei prodotti. Si tratta per lo più di locali che lavorano con grani particolari e che stanno sperimentando forme particolari».

Anche per Dal Poz un elemento discriminante tra la provincia bellunese e altre parti d’Italia è che «da noi abbiamo un livello di controlli elevato rispetto ad altre zone».

Per il direttore Ascom «essere del sud Italia non è una prerogativa fondamentale per essere un buon pizzaiolo: noi abbiamo premiato due anni fa un nepalese. La qualità la fanno la professionalità, a prescindere dalle origini», concludono Roma e Dal Poz.

Paola Dall’Anese

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